Il settore della banda larga non conosce battute d´arresto nel nostro paese. Secondo i dati forniti dall´Osservatorio del ministero dell´Innovazione tecnologica

Il settore della banda larga non conosce battute d´arresto nel nostro paese. Secondo i dati forniti dall´Osservatorio del ministero dell´Innovazione tecnologica, Internet veloce ha fatto breccia nella famiglie italiane entrando nelle case e non solo nelle imprese e nei pubblici uffici. Aggiornato al 30 giugno scorso, il totale degli accessi in broad band è di 5 milioni e 600mila, contro il milione e 100mila del 2002. Le famiglie che navigano in Internet con una connessione veloce superano ormai i 4 milioni, le imprese sono quasi 1 milione e mezzo, il resto è composto da enti della pubblica amministrazione. Le previsioni parlano di un fatturato da capogiro che quest´anno sfiorerà i 2 miliardi di euro e di un milione e mezzo di nuovi accessi entro i prossimi 12 mesi. Tanto per dare un´idea di quanto sia cresciuta l´utenza privata della banda larga, l´Osservatorio fa notare che solo nel 2002, appena tre anni fa, navigava in broad band solo il 3% delle famiglie. Una cifra che si è raddoppiata ogni anno toccando il 19% nella prima metà del 2005. Un trend analogo si è registrato per le aziende passate dal 10% al 37%, addirittura al 61% se si considerano le imprese con più di tre dipendenti. Capofila dell´innovazione sarebbe proprio l´amministrazione pubblica. La connessione in banda larga sarebbe ormai utilizzata dal 61% degli enti. Tra questi, il 52% dei comuni, il 73% delle scuole e l´85% delle strutture sanitarie. Immediati i vantaggi. In media, chi utilizza la banda larga si connette il doppio delle volte di chi usa la banda stretta, per il triplo del tempo ed effettuando il doppio degli acquisti. Così negli ultimi anni è cresciuta anche la presenza e l´operatività della imprese sul web. Oggi il 60% delle imprese ha un proprio sito internet, di queste il 72% utilizza una connessione broad band e il 17% di chi è presente in rete vende i suoi beni e servizi on line. Presentando il rapporto, il ministro per l´Innovazione tecnologica Lucio Stanca non ha nascosto la propria soddisfazione: ´´I risultati testimoniano una storia di successo e posizionano l´Italia ai primi posti in Europa per la crescita dell´innovazione digitale´´. Le ombre sulla banda larga. Zone rurali scoperte secondo il rapporto del Digital Divide Forum Ma l´ultimo rapporto del Digital Divide Forum redatto dalla Commissione europea lancia un allarme al nostro paese: il divario digitale in Italia sta crescendo nonostante le stime positive dell’Osservatorio ministeriale. Il documento complessivo di oltre 60 pagine traccia un quadro preciso sulla diffusione della banda larga, Adsl, cavo e wireless, nell´Unione europea, definendo anche i progetti per stimolare la crescita della broad band nei paesi europei. L´Italia, malgrado i dati diffusi e le prospettive di crescita, si aggiudica la maglia nera. Non tiene il passo degli altri paesi e le aree rurali continuano a essere molto trascurate. Al gennaio 2005 le connessioni in banda larga nell´Unione europea sono risultate 40 milioni, con una penetrazione del 10% nei 15 e dell´8,6% nei 25. L´Italia arranca e si ferma all´8,5%, sotto la media europea e ultima della lista dei 15. Solo quattro paesi sono coperti al 100%: Belgio, Olanda, Danimarca e Lussemburgo. L´Italia si ferma al 12esimo posto e al 13simo per la popolazione rurale, coperta sotto il 40%. In queste aree la crescita di copertura è stata modesta, fa notare il rapporto della Commissione europea, a differenza di paesi come il Regno Unito dove, da una percentuale simile a quella italiana, in un anno si è passati ad una copertura dell´80%. FONTE: rainews

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