Le donne hanno sempre ragione. Anche su Internet. E così il buon vecchio Virgilio, storico protagonista del Web italiano, deve farsi da parte e lasciare il posto alla giovane

Le donne hanno sempre ragione. Anche su Internet. E così il buon vecchio Virgilio, storico protagonista del Web italiano, deve farsi da parte e lasciare il posto alla giovane Alice, la bella di Internet, magari un po´ svampita ma decisamente più attraente sul piano del marketing. Telecom Italia ha deciso. Il suo pacchetto di siti Internet necessita di una decisa razionalizzazione, inutile tenerne aperti tanti. E visto che il suo prodotto di punta si chiama Alice, tanto vale che sia Alice il nome del suo portale numero uno. Il passaggio di consegne è ufficiale. Lo ha annunciato l´amministratore delegato di Matrix e responsabile del Broadband Content di Telecom Ramon Grijuela allo IAB Forum di Milano, un evento dedicato alla pubblicità online. Non sono ancora state comunicate date precise, Grijuela ha parlato di "alcune settimane". Ma Natale si avvicina e da che mondo e mondo tutte le novità più eclatanti (soprattutto sul fronte commerciale) avvengono prima di Natale. D´altronde, nonostante i nostalgici stiano già componendo intense elegie in memoria del sito in via d´estinzione, alle leggi del mercato non si puà resistere. Virgilio è tuttora uno dei portali di riferimento italiani d.o.c.: ha un milione di pageview al mese e lotta spalla a spalla contro Libero. Ma basta spegnere il computer perchè la sua fama si smaterializzi all´istante. Grazie al robusto battage pubblicitario degli ultimi anni, il marchio forte della Telecom su Internet è un altro: Alice. Naturale quindi l´operazione di transgendering. Virgilio si trasforma nella più trendy e affascinante Alice e guadagna i contenuti del negozio RossoAlice. Da un lato, si recuperano gli articoli, le e-mail, le newsletter e le directory del vecchio portale, dall´altro si pompano i download musicali, gli streaming dei film, le partite di calcio in diretta e tutti gli altri servizi multimediali del sito di e-commerce. Virgilio comunque non scomparirà del tutto, ha garantito Grijuela. Tornerà a fare quello per cui è stato creato: il motore di ricerca. Nascosto da qualche parte all´interno ad Alice. Per i fanatici dei coccodrilli, qualche breve dato aggiuntivo sulla sua storia. Virgilio è stato aperto nel 1997, agli albori della Internet italiana, dalla società Matrix e ha occupato un ruolo di rilievo nei rampanti anni della Net Economy. Assieme alla "freelosophy" di Tiscali, "il bello di Internet" è stato uno degli slogan più efficaci dell´epoca, accompagnato dalla famosa campagna pubblicitaria raffigurante un vecchietto con la berretta in testa e una sigaretta nazionale penzolante dalla bocca (erano proprio altri tempi, poi è arrivata Fernanda Lessa). Impostato un po´ alla Yahoo!, con una suddivisione in directory e percorsi tematici, per molti anni Virgilio ha guidato gli internauti italiani nei loro primi timidi approcci sul Web. Poi è arrivato Google a stravolgere le regole dei motori di ricerca. Quindi la crisi economica, lo scoppio della bolla, l´acquisizione da parte di Seat Pagine Gialle, le prime sinergie con il canale televisivo La7, l´ingresso nella galassia Telecom. Pioniere in tutto e per tutto, Virgilio è stato anche protagonista di uno dei primi scioperi nel dorato mondo della Net Economy: con il nome di battaglia di "tute arancioni", i suoi dipendenti sono scesi in piazza a Milano il 22 gennaio 2002. FONTE: lastampa.it,

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