Si è appena conclusa a Milano l´edizione 2006 della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, che ogni anno a febbraio richiama gli operatori del settore di tutto il mondo

Si è appena conclusa a Milano l´edizione 2006 della Bit, la Borsa Internazionale del Turismo, che ogni anno a febbraio richiama gli operatori del settore di tutto il mondo. Una vetrina che mette in mostra le infinite possibilità di svago, di arricchimento culturale, di miglioramento del corpo e dello spirito, offerte ai quattro angoli della terra. Una occasione che serve anche per riflettere sul fattore turismo di una "industria", il turismo appunto, che non sempre viene sufficientemente apprezzata. E´ un oro - dice qualcuno - che non sappiamo spendere. Assistiamo infatti con periodica frequenza ad un indebolimento delle attrattive, ora montane o marine, ora ambientali o culturali, che sa offrire la nostra penisola. Perchè? Perchè tutti operano per proprio conto creando una autentica Babele di proposte che non hanno coordinamento e si disperdono in mille rivoli. C´è, a dire il vero, un Comitato nazionale che si sta impegnando a promuovere una immagine unica del nostro territorio attivando una concorrenzialità capace di misurarsi con gli altri Paesi. Di fatto, al momento, le nostre risorse non sono uniformi. Un piccolo esempio: solo la metà degli alberghi italiani dispone di un sito internet e solo un terzo di un centro benessere. Sembrano finezze, ma possono diventare fattori essenziali per una scelta. Anche per chi adotta soluzioni last minute o viaggi low cost, per chi ha fretta e risorse limitate da spendere. Puà aver bisogno di mantenere i contatti con il lavoro o approfittare del riposo per curare l´estetica. E che dire del turismo culturale che rappresenta circa un quarto di tutta l´attività turistica italiana? Da alcuni anni si lamenta una altalena con prezzi ballerini e flessioni che si alternano ad impennate. Difficile programmare bene il futuro in queste condizioni. Per continuare su questa linea non è paradossale che l´Italia, che ha oltre 8 mila chilometri di coste, non riesca ad accogliere tutte le barche dei turisti perchè i porti non sono distribuiti in modo equilibrato lungo lo Stivale? E l´enogastronomia non meriterebbe escursioni diverse in ogni regione per assaporare differenze e affinità, passando dalla cucina popolare a quella sofisticata, dall´antica alla più innovativa? L´offerta turistica italiana è articolata, varia, completa per soddisfare qualsiasi esigenza, e dovrebbe essere venduta in modo compatto sui mercati internazionali, finalizzando al meglio la promozione fra i tour operator stranieri. E invece ognuno va per la propria strada, applicando prezzi spesso discutibili senza garantire quegli elementi essenziali che sono richiesti dal visitatori straniero. Ad esempio un uso più diffuso delle lingue per facilitare la conoscenza e la mobilità anche nei luoghi meno importanti. Alla Bit se n´è parlato fra tecnici, operatori, politici. Vedremo se alle dichiarazioni di buona volontà seguiranno fatti concreti. Ne va dello sviluppo di quella "industria" che ha la materia prima più invidiabile che ci sia e che nessuno ci puà imitare o sottrarre. La valorizzazione del turismo italiano è la via più semplice per dare un aiuto all´intera economia. Il "giardino dell´Europa" puà e deve continuare a fiorire. ,

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