L´impreparazione informatica dei dipendenti ha un costo di 104 milioni di euro l´anno per le banche. La formazione informatica, invece, propone un ritorno di 35 volte

L´impreparazione informatica dei dipendenti ha un costo di 104 milioni di euro l´anno per le banche. La formazione informatica, invece, propone un ritorno di 35 volte l´investimento e consentirebbe risparmi per 3,62 miliardi. Questo è l´assunto a cui sono giunti con una ricerca "Competenze informatiche e produttività nel settore bancario italiano" condotta da Università Bocconi, Aica (Associazione italiana per l´informatica e il calcolo informatico) e Abi Lab (il centro di ricerche per le tecnologie in banca). Punto di partenza dell´analisi: il bancario italiano passa, in media, il 72% del proprio tempo lavorativo con un computer e puà ritenersi, rispetto ad altre categorie, di un alto livello di alfabetizzazione informatica. Ciononostante, i bancari sono chiamati a fare meno di un giorno di formazione informatica l´anno dato che le aziende non tengono a misurare il suo rendimento informatico. C´è qualcosa che non va, dunque: i tre quarti del tempo sono passati con uno strumento in continua evoluzione (non si tratta, tanto del pc in se, quanto delle applicazioni deputate a girarvi, come quelle di business intelligence, tanto per fare un esempio) ma questo non viene considerato dagli istituti di credito meritevole di approfondimento formativo. E che il tema della formazione It sia primario per la competitività del lavoro lo riconoscono tante organizzazioni, non ultima Federcomin, che nel proprio rapporto sullo stato del settore ha individuato l´acculturazione costante come unica leva allo sviluppo. Tornando alla ricerca della "triade", ha misurato il costo dell´ignoranza informatica nel settore e, attraverso un esperimento, ha calcolato i ritorni della formazione di base all´uso del computer (Patente europea del computer Ecdl). Ogni dipendente bancario perde per problemi al computer 37 minuti la settimana (26 per cause tecniche, 11 per mancata conoscenza dei sistemi da parte propria o dei colleghi). Il costo di questo tempo perduto viene quantificato in 349 milioni di euro, 104 dei quali imputabili alla sola ignoranza informatica. Altri 9 milioni di euro sono perduti, per la stessa ragione, nel comparto parabancario. Gli studiosi, guidati dal professore bocconiano Pier Franco Camussone, hanno poi condotto un esperimento per valutare l´efficacia della formazione informatica in banca, sottoponendo a un test un gruppo di dipendenti di una Banca di credito cooperativo e misurando i tempi di svolgimento di lavori legati all´uso dei computer. Gli stessi dipendenti hanno poi frequentato i corsi di alfabetizzazione informatica della patente europea del computer (Ecdl) e sono, in seguito, stati sottoposti a un test dello stesso genere e rimisurati nei tempi di disbrigo dei compiti informatici. Dopo l´attività di formazione la percentuale di risposte esatte è passata dal 77% al 93% e i tempi di realizzazione dei lavori si sono mediamente ridotti del 24,2%. E considerato l´elevato numero di ore passate dai bancari al computer, una riduzione di questa entità ha un valore economico di 3,62 miliardi di euro l´anno, ai quali si devono aggiungere 309 milioni del comparto parabancario. Il ritorno monetario della formazione, pertanto, secondo gli studiosi risulta essere di trentacinque volte l´investimento. ,

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