L´e-commerce cresce in tutto il mondo. In Italia si č di fronte a un vero e proprio boom. Sarŕ duraturo? La difficoltŕ sui mercati internazionali e la concentrazione delle

L´e-commerce cresce in tutto il mondo. In Italia si č di fronte a un vero e proprio boom. Sarŕ duraturo? La difficoltŕ sui mercati internazionali e la concentrazione delle quote in mano a pochi operatori lasciano spazio ai dubbi. Il commercio online sta vivendo una stagione piů che positiva: a livello mondiale la crescita sta andando oltre le previsioni piů ottimistiche, raggiungendo, a sorpresa, mercati inattesi e inimmaginabili fino a poco tempo fa. I dati italiani confermano l´ottima salute di cui gode questo particolare settore, nonostante il momento negativo dell´economia nazionale. Nel confronto con il resto del mondo, i risultati ottenuti dall´e-commerce di casa nostra non sfigurano, ma resta qualche problema: il fatto che il commercio sul web nostrano non riesca a sfondare all´estero e la concentrazione nelle mani di pochi operatori dell´intero mercato. L´e-commerce nel mondo Secondo gli ultimi dati raccolti a livello mondiale, ormai il 10% dell´intera popolazione ha effettuato almeno un acquisto on line (circa 627 milioni di persone) con risultati uniformi in tutto il pianeta. La classifica dei Paesi che utilizzano maggiormente l´e-commerce riserva qualche sorpresa: alle spalle della Corea del Sud, lo stato piů cablato a banda larga nel mondo, spuntano, inattesi, i maggiori mercati europei (Germania, Austria e Regno Unito) che si mettono alle spalle quello americano. Nell´Unione Europea, il 95% degli utenti Internet ha effettuato almeno un acquisto sul Web, contro l´89% del dato americano. Anche la classifica degli acquisti effettuati nell´ultimo mese conferma questo dato, introducendo altri elementi interessanti: se l´Europa supera ancora gli USA (5 a 4), guidano la fila (con 6 acquisti sul Web nell´ultimo mese) Taiwan, Singapore e la Cina, segno che, nonostante i molti limiti di Internet nel piů popoloso Paese al mondo, i cinesi utilizzano la Rete giŕ in maniera matura. I settori Nel dettaglio della tipologia di acquisti, registrano un buon risultato la cultura e l´entertainment - libri (34%), dvd e videogiochi (22%) e musica (18%), il turismo - biglietti aerei (21%), prenotazioni alberghiere (14%) - e il vestiario in genere. Da segnalare anche il dato stabile per gli strumenti elettronici e i computer, e la lieve crescita per i biglietti per eventi o spettacoli, e per i generi alimentari. La crescita italiana Se nel resto del mondo, l´e-commerce sorride, in Italia si puŕ parlare di un vero e proprio "boom": secondo i dati della School of Management del Politecnico di Milano e dell´Anee-Assinform, il fatturato del settore sarŕ pari a 2.800 milioni di euro, con un incremento del 40% rispetto allo scorso anno. Se č vero che siamo lontani dal tasso di crescita registrato negli anni precedenti (60-70%),č anche da considerare che allora si partiva quasi da zero e che nell´ultimo anno si č assistito a un forte rallentamento generalizzato dell´economia. I settori italiani Il comparto piů rilevante si conferma il turismo: la crescita annua del 50% e un fatturato superiore ai 1.200 milioni di euro permettono al settore di mantenere un ruolo principale (il 43% del mercato complessivo) nell´e-commerce di casa nostra, ma con un incremento inferiore rispetto al passato, quando si registrarono impennate a tre cifre. Al secondo posto, si piazza il mercato delle assicurazioni (12%): anche in questo caso la crescita, pur significativa, del 18% rispetto all´anno scorso, rappresenta solo la metŕ del tasso di crescita manifestato dal comparto nel biennio precedente. Entrambi questi dati vanno perŕ letti con attenzione: pur in ribasso rispetto al passato, le vendite online del turismo e delle assicurazioni ottengono risultati strabilianti se confrontate con i rispettivi mercati tradizionali, stagnanti quando non in recessione. Al terzo posto, troviamo il mercato dell´informatica ed elettronica (11%): raggiungono un fatturato di 300 milioni di euro con una crescita stabile al 30% negli ultimi anni. Abbigliamento e editoria, musica ed audiovisivi (al primo posto mondiale, come abbiamo visto) in Italia trovano poco spazio: la loro incidenza (3% a testa) sul mercato rimane inalterata, pur con crescite notevoli sull´anno precedente (49% e 42% rispettivamente). Stazionario il settore grocery (alimentari e affini) a causa della chiusura o ridimensionamento di alcuni operatori: il comparto registra un decremento dal 3% al 2% di incidenza sul mercato totale. Tutti gli altri settori (oggettistica artigianale e artistica, ricariche telefoniche e cellulari, prevendite biglietti, auto e moto ecc.) pesano complessivamente per un 26%, in crescita rispetto al 25% del 2004, grazie agli ottimi risultati delle ricariche telefoniche, dei biglietti per assistere ad eventi o spettacoli, e alle vendite delle aste di eBay. Tuttavia, se i risultati fin qui ottenuti dall´e-commerce sono piů che positivi, qualche nube si addensa all´orizzonte: esistono due fattori che inducono a riflettere circa il futuro sviluppo del settore. Le vendite all´estero Il primo riguarda il rapporto con il mercato internazionale: tranne qualche rara eccezione, i nostri operatori non riescono a sfondare in Europa e nel mondo, stabilizzandosi attorno al 12 - 13%. A fare da traino, sono in questo caso due comparti forti del made in Italy: il settore dell´abbigliamento realizza fuori confine un ottimo 50%, seguito dal turismo (20%), soprattutto grazie alle prenotazione alberghiere online. Non male il mercato dei libri e dei film (circa 10%). Assicurazioni e grocery sono confinate al mercato interno per vincoli di carattere legislativo, mentre informatica ed elettronica trovano grosse difficoltŕ ad essere competitivi sui mercati esteri. La concentrazione Il secondo fattore č quello della concentrazione nelle mani di pochi dell´intero mercato interno: i principali operatori continuano a crescere con tassi ben piů elevati di tutti gli altri, e i primi 20 coprono il 70% dell´intero mercato, grazie alla notorietŕ e all´affidabilitŕ conquistata sul campo. Il gap esistente tra i primi 20 operatori e tutti gli altri risulta ormai quasi incolmabile, se non a fronte di un forte investimento in comunicazione e pubblicitŕ. La tipologia di aziende top 20 del commercio in Internet si presenta comunque eterogenea: i settori vincenti rimangono il turismo (11 operatori) e le assicurazioni (4 operatori). Tra gli operatori, si va da aziende tradizionali che hanno puntato con efficacia sul Web (come Alitalia e Trenitalia, oppure la fortissima Vodafone), ad aziende che sono nate come emanazioni di compagnie tradizionali, ma hanno raggiunto ormai un´elevata notorietŕ autonoma (Genialloyd, Genertel, Onlinear, DirectLine). Forti, come nel resto del mondo, le linee aeree low-cost (MyAir e VolareWeb), mentre alcune aziende sono nate per operare solamente in Rete e hanno saputo guadagnare la fiducia degli utenti (Venere, e-Bay, Expedia, Yoox). I settori maggiormente concentrati sono quelli delle assicurazioni e del grocery, nei quali i primi cinque player totalizzano rispettivamente il 98% e l´85% delle transazioni complessive; il comparto piů frammentato, invece, č quello dell´informatica e dell´elettronica, nel quale i primi cinque operatori detengono meno del 50%. Un ultimo dato interessante: aumenta il peso delle aziende che operano solamente in Rete, che rappresentano il 44% del mercato, mentre fino all´anno scorso i 2/3 del mercato erano in mano a operatori multicanale. FONTE: www.shinynews.it ,

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