Repubblica.it, stamattina, č uscita con un interessante articolo dal titolo "Se internet vede di nuovo rosa" scritto da Vittorio Zambardino. La tesi č presto detta: Internet

Repubblica.it, stamattina, č uscita con un interessante articolo dal titolo "Se internet vede di nuovo rosa" scritto da Vittorio Zambardino. La tesi č presto detta: Internet appare in netta ripresa agli occhi di manager e aziende che stanno di nuovo pensando come riposizionarsi sulla Grande Rete, senza evitare gli errori del passato. Ovviamente, inutile dirlo, tutto questo accade negli Stati Uniti e in Gran Bretagna (ma qualcosa avviene anche in Francia e Germania) mentre l´Italia per ora resta al palo. Quali sono i segnali di un rinnovato interesse nella Grande Rete? 1) La pubblicitŕ online torna a crescere, molti manager che prima non ne volevano sentire parlare iniziano a cercare di capire come pianificare sui nuovi media. 2) Si ritorna a parlare di acquisizioni: dalle piů piccole e silenziose (ma secondo me piů sagge) di siti ad alto valore di contenuti originali (come alcuni blog) a quelle piů altisonanti, compiute dai grandi media tradizionali, timorosi di perdere una fetta pubblicitaria che appare in crescita e che potrebbe erodere sempre piů mercato nel lungo periodo, alla carta stampata, alle tv e allo radio. E´ notizia di ieri, per esempio, che il New York Times Company ha comprato la famosissima directory ABout.com. Ma i due "segnali" di risveglio di interesse per Internet appena citati, sono solo due degli effetti e anche piuttosto altisonanti, provocati da "cause" che vale la pensa di indagare. Prima di tutto la convergenza tecnologica di cui tanto si parlava sta iniziando a divenire realtŕ, con l´avvento dei cellulari di ultima generazione e dei nuovi dispositivi per salotto (dai lettori divx ai media center). Ed č una convergenza tecnologica, che nel bene e nel male, ruota intorno ad Internet. SPOT PUBBLICITARIO Ma la vera causa del "nuovo veder rosa" attorno ad Internet č, come per i buoni vini, il tempo che passa. Ovvero? Come giustamente afferma Vittorio Zambardino sono le nuove generazioni la nuova certezza di Internet: e qui vorrei ampliare leggermente il discorso, anche perché mi sento chiamato in causa. Le nuove generazioni di cui io faccio parte (avendo 26 anni), ma ancor di piů mio fratello di 16 anni, fanno tutto con Internet e cellulari: iniziano con l´intrattenimento, con lo scambio files, con il Messanger o Skype per stare a contatto con gli amici, per poi passare, lentamente ma inesorabilmente, anche all´utilizzo della Rete come grande fonte informativa, leggendo ma anche partecipando attivamente a quotidiani online, riviste, ecc. Sono ragazzi che vedono poco la Tv e che preferiscono passare attivamente le proprie serate davanti ad Internet. Purtroppo leggono anche pochissimo, ma su Internet leggono di piů che davanti ai giornali e riviste di mamma e papŕ o rispetto ai libri consigliati o imposti dalla scuola. Non solo: questi ragazzi che oggi si divertono con il computer, a 20 anni, ma talvolta ancora prima, iniziano a comprare (e anche a vendere) su Internet, per esempio su siti come Ebay. Immaginatevi tra 30 anni: ci sarŕ la mia generazione, quella di mio fratello e almeno altre due generazioni tra i 15 e 30 anni. Generazioni abituate a non comprare il giornale (tanto si legge su Internet), a non utilizzare la posta tradizionale (tanto si usa l´e-mail), a non comprare cd musicali e film (tanto si scaricano su Internet, anche e sopratutto in modo legale!), a non usare il telefono tradizionale (tanto si usa Skype o comunque il Voice Over IP), a pagare le tasse attraverso Internet, ad usare le banche online, a confrontare l´acquisto della macchina, del mutuo, del viaggio su Internet per decidere, poi, se comprarlo online o andare fisicamente direttamente dal negozio o dalle azienda che lo propone. Ma non solo: tra 30 anni ci saranno le prime e vere generazioni di manager cresciuti con Internet (la mia in piccolissima parte, purtroppo!). E sarŕ normale, per loro, esserci con il loro business su Internet a tutti i livelli. E allora, quanto potrŕ crescere Internet come strumento per fare concretamente business? Le potenzialitŕ reali e concrete, non le semplici chimere del boom borsistico del 2000, sono enormi e probabilmente negli Stati Uniti, dove non si ha paura ad investire, sono molto piů chiare a vedersi rispetto alla nostra piccola "italiaetta". Una piccola nota di fondo ai manager e professionisti che dovessero leggere questo articolo: se volete investire su Internet, non prendete il manager di 40 anni o ancor piů "vecchio" giŕ "trombato" nel 2000. Sarŕ un bravissimo manager a livello di organizzazione aziendale, strategie, ecc. ma non di Internet. Non fatevi illudere dalle agenzie che vi promettono, con qualche investimento, di farvi fare il grande portale nel giro di 6 mesi. Fate come gli Americani: acquistate quello che di buono c´č in giro sulla Rete. Ci sono siti, realizzati da giovani di 25-30 anni, che hanno giŕ quello che vi serve per far crescere il vostro business online. Sono convinto che acquistando, invece di realizzare ex-novo, risparmierete, ma soprattutto avrete successo. Conosco un grande distributore informatico che, invece di fare un negozio online di informatica partendo da zero, ha deciso di acquistare un interessante sito di e-shopping di due ragazzi milanesi. Ragazzi semplici che si sporcano tutt´ora le mani ad assemblare computer, non figure false di giovani rampanti come la Tv del 2000 ci faceva vedere. Non stanno facendo ancora utili milionari (in euro!), ma ci stanno lavorando, con tutte le difficoltŕ di chi fa incontrare la nuova e la vecchia generazione. FONTE: webmasterpoint.org

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