Chi vende online sa bene che per veicolare traffico di qualità sul proprio sito ci sono fondamentalmente due strategie: pay per click e SEO ( l´insieme di attività svolte

Chi vende online sa bene che per veicolare traffico di qualità sul proprio sito ci sono fondamentalmente due strategie: pay per click e SEO ( l´insieme di attività svolte per migliorare il posizionamento di un sito Web nei risultati forniti da un motore di ricerca ). Per massimizzare i risultati bisognerebbe ricorrere ad entrambe ma spesso il budget a disposizione non lo consente. Cosa conviene dunque fare? Le strategie legate al pay per click portano risultati immediati e spesso hanno una gestione piu´ semplice, rapida ed intuitiva. Ideali per promozioni specifiche o stagionali, per budget di piccole dimensioni e, in qualche modo, ´per tastare il terreno´. In molti cominciano indubbiamente così. Se questi sono i pregi, e´ vero che tali strategie sono di breve respiro, che bruciano budget molto velocemente e che, a detta della maggior parte degli inserzionisti di google, ad esempio, alcune keyword su adwords costano decisamente troppo e fanno lievitare di molto queste campagne a ppc. Il SEO richiede conoscenze informatiche approfondite, ragion per cui spesso ci si affida a società che si occupano solo di questo per mestiere. Apparire nei risultati organici dei motori porta dell´ottimo traffico verso il proprio sito e alcune ricerche sostengono che, a proposito di conversioni, l´essere presente nei risultati di un motore ha una probabilità più alta del 17% di ottenere una action rilevante rispetto a quelli a pagamento (4.2% vs. 3.6%). [1] Alcune tendenze poi mostrano come le vendite generate dai risultati organici siano maggiori di quelle legate a strumenti a pagamento.[2] Tuttavia per una valida strategia di SEO occorrono sicuramente budget consistenti e tempo da vendere senza alcuna reale certezza. (a volte, per risultati significativi, bisogna pazientare anche fino a tre mesi o al cambio dell´algoritmo di indicizzazione). Per chi vende online perà c´è anche una terza risorsa. Ne abbiamo viste due, vediamo allora i comparatori prezzo/prodotto. Gli shopping comparison engine (ad esempio Buycentral.it , Kelkoo.it, Trovaprezzi.it, mrwallet.it, migliorscelta.it) sono delle strutture nate e pensate per produrre traffico in target verso i propri clienti iscritti. I prodotti infatti vengono organizzati nelle rispettive categorie merceologiche e resi fruibili agli utenti della rete attraverso semplici ma ´potenti´ ricerche. La loro remunerazione e´ basata sul pay per click ed hanno quindi tutto l´interesse del mondo a generare del buon traffico e che quest´ultimo generi conversion. Chiunque abbia già una attività di ecommerce sa bene quanto siano indispensabili; fondamentalmente ad essere presenti su questi portali ci si guadagna almeno tre volte: 1) I comparatori lavorano, quotidianamente, facendo SEO sulle proprie pagine, per il miglior posizionamento delle stesse sui motori di ricerca (google, yahoo etc.). La conseguenza e´ quindi che ne beneficiano direttamente tutti i siti clienti. 2) I comparatori acquistano traffico a loro volta comprando, ad esempio, adwords su google, portando così utenti assolutamente in target sulle proprie pagine. Anche in questo caso il beneficio diretto per tutti gli inserzionisti eè più che evidente: la spesa per l´acquisto delle keyword rimane in capo al comparatore mentre il cliente beneficia del traffico di indubbia qualità. 3) La maggior parte dei comparatori mette a disposizione degli strumenti per poter gestire promozioni specifiche (vetrine redazionali, newsletter etc.). In questo modo al marketing aziendale viene offerta una formula davvero completa: "dimmi quello che vuoi vendere e ci proveremo insieme" - quasi sempre al solo pay per click. Il marketing online e´ dunque un ´affare´ dannatamente complesso? Indubbiamente sì ma soluzioni quali i comparatori, che coniugano diversi strumenti con un obiettivo comune - le vendite - rappresentano una strada percorribile che chiunque vende online dovrebbe tenere bene in considerazione. (Businessonline) ,

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