L´Università di Pisa raccoglierà i software acquistati dalle amministrazioni pubbliche e li metterà a disposizione, gratuitamente, di chiunque ne faccia richiesta e ne abbia

L´Università di Pisa raccoglierà i software acquistati dalle amministrazioni pubbliche e li metterà a disposizione, gratuitamente, di chiunque ne faccia richiesta e ne abbia i requisiti. Per ora su basi regionali, potrebbe diventare un network nazionale con a disposizione oltre 470milioni di linee di codice Con i tagli alla finanza pubblica e ai fondi della ricerca, anche i computer stanno conoscendo un periodo di austerity. Spesso la colpa è di programmi software sempre più cari che, soprattutto nella pubblica amministrazione, possono raggiungere cifre da capogiro, costringendo molti enti locali, soprattutto i più piccoli, a dover rinunciare a servizi essenziali per i cittadini. Adesso le cose potrebbero cambiare grazie a una sorta di "biblioteca d´Alessandria del software della pubblica amministrazione" che sta nascendo a Pisa su basi regionali, ma potrebbe diventare un network nazionale grazie anche alle ultime iniziative del governo che sta cercando di collegare in rete un patrimonio di software immenso, stimato in oltre 470 milioni di linee di codice. La "biblioteca" si chiama Centro regionale di competenza per il riuso del software: nasce all´università di Pisa (l´ateneo più prestigioso a livello nazionale per l´informatica) ed è una struttura unica per le sue specificità in Italia. Il centro raccoglierà il software acquistato dalle varie amministrazioni pubbliche, e dunque non più sotto la tutela della privacy, lo classificherà e lo metterà a disposizione gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta e ne abbia i requisiti. Il centro, che nasce per iniziativa della regione Toscana e dell´università di Pisa, avrà sede a partire da giugno presso il dipartimento di informatica dell´Ateneo pisano, e avrà più compiti di ricerca. Quali? "Svolgerà, per esempio, un´attività di indirizzo e documentazione con la redazione di linee guida in grado di far valutare la riusabilità dei prodotti - spiega Vincenzo Ambriola, docente di informatica all´università di Pisa e responsabile del Centro - il centro si occuperà anche della gestione di progetti di riuso, affrontando i problemi legati alla fattibilità, ai rischi, agli aspetti legali e contrattuali e alla stima dei costi e valutazione dei benefici". Il centro pisano ogni anno pubblicherà un rapporto per documentare lo stato del riuso nella pubblica amministrazione e promuovere il riutilizzo del software abbattendone quindi i costi anche attraverso il miglioramento dei prodotti. Ci sarà un catalogo consultabile liberamente via internet. ,

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