Marzo è stato il mese nero per il phishing mirato alle istituzioni finanziarie, con un incremento rilevante nel numero di banche fatte oggetto di attacchi ai danni dei loro

Marzo è stato il mese nero per il phishing mirato alle istituzioni finanziarie, con un incremento rilevante nel numero di banche fatte oggetto di attacchi ai danni dei loro correntisti: da un totale di 153 banche interessate a febbraio a livello mondiale, si è passati alle 202 banche di marzo, numero che ha quasi eguagliato il massimo storico di 205 registrato a dicembre 2006. Il dato è contenuto nel rapporto mensile rilasciato oggi dall´Anti Fraud Command Center, la struttura di RSA (divisione Security di EMC) dedicata 24 ore su 24, 7 giorni su 7 al monitoraggio di attacchi di phishing, pharming, trojan e delle altre minacce in rete. A marzo sembrerebbero diminuiti gli attacchi di phishing originati negli Stati Uniti, che sono passati dal 74% del totale di febbraio al 55% in marzo. Al secondo posto come paese ospitante gli attacchi rimane la Germania (10%), seguita da Hong Kong, che si mostra in forte crescita, essendo passato dal 2% di attacchi a febbraio all´8% di marzo. Sempre a marzo, la Russia è entrata nella top 5 dei paesi ospitanti attacchi, con la stessa percentuale - 5% - della Gran Bretagna, mentre escono (rispetto a febbraio) Danimarca e Olanda, sostituite da Repubblica Ceca (2%) e Sud Corea (4%). L´Italia, con una quota inferiore all´1%, è fuori classifica. Le banche americane rimangono saldamente al primo posto come vittime preferite dei phisher, rappresentando il 73% del totale delle istituzioni finanziarie prese di mira a livello mondiale. Seguono - ma a rilevante distanza - le banche di Gran Bretagna (10%), Spagna e Canada (entrambe al 4%). L´Italia mostra una quota di attacchi inferiore all´1%. (PRIMA) ,

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