Continua ad aumentare il numero di email spazzatura in Italia. Secondo le ultime rilevazioni del Cnr, lo spam a gennaio ha raggiunto quota 72% del totale dei messaggi di posta

Continua ad aumentare il numero di email spazzatura in Italia. Secondo le ultime rilevazioni del Cnr, lo spam a gennaio ha raggiunto quota 72% del totale dei messaggi di posta elettronica ricevuti dagli utenti. A dicembre 2006 il dato era stato pari al 66%: lo scorso anno l´Istituto di informatica e telematica (Iit) ha ricevuto 2.846.282 messaggi, e poco meno di 970.000 (34%) erano ‘clean´, ovvero privi di contenuti indesiderati. Il restante era invece spam o virus: 614.772, il 32,7% del totale dei messaggi spazzatura, sono stati etichettati come spam ma recapitate comunque all´utente per evitare ‘falsi positivi´ e 504.408 (26,8%) bloccate e poste in quarantena perchè sicuramente spam. Inoltre, 732mila messaggi sono stati bloccati dai sistemi di controllo Rbl perchè spediti da indirizzi noti. Pochissime, invece, le email con all´interno virus: solo 25.477 email, dato che dimostra l´evoluzione dei rischi dal web, che sono passati dal semplice codice maligno a tentativi di truffa. L´Iit per analizzare tutti i messaggi ricevuti nel 2006 ha impiegato complessivamente 1.315 ore di lavoro. Tra le email spazzatura più in voga al momento c´è quella dell´‘image spam´. Si tratta di un sistema che sta prendendo piede e che attualmente rappresenta circa il 25% del totale (nel 2005 erano il 4,8%), come analizza la statunitense Ironport. Le email di spam con immagine, a differenza di quelle classiche, sono costituite da un messaggio vuoto e con in allegato all´interno del corpo dell´email un´immagine. Questo fa sì che i sistemi non siano in grado di analizzare l´effettivo contenuto e bloccare con efficienza il messaggio. Oltre al danno per l´utente, questo tipo di spam ha anche aumentato il consumo di banda internet impiegata, perchè la dimensione del messaggio è aumentata di quasi il 50% a causa della presenza dell´immagine. Ogni giorno sono circa 800.000 i terabyte di banda ‘mangiata´, che si traducono in cali di velocità durante la navigazione e in perdita di tempo per cancellare l´email spazzatura. Perdita di tempo che ammonta a circa 15 minuti al giorno a persona. Lo spam generato proviene per la maggior parte dagli Stati Uniti. Questo nonostante nel Paese ci siano tentativi di repressione del fenomeno, con condanne anche pesanti nei confronti degli spammer: basti pensare ai 9 anni inflitti a Jeremy Jaynes che attraverso i messaggi di spam ha raccolto un patrimonio di quasi 25 milioni di dollari. Ma non sono solo gli Usa a produrre ‘spazzatura´: in questi ultimi mesi anche i Paesi dell´Est europeo e quelli orientali stanno inviando in giro per il mondo un quantitativo sempre maggiore di posta indesiderata, a partire dalla Russia, Corea del Sud, Cina per finire in Giappone. (Adnkronos),

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