Alla fine della stagione sturistica, quando gli operatori del settore tireranno le somme, molto probabilmente, scopriranno che la buona perfomance della domanda ha un nome e, se

Alla fine della stagione sturistica, quando gli operatori del settore tireranno le somme, molto probabilmente, scopriranno che la buona perfomance della domanda ha un nome e, se volete, anche un cognome: motori di ricerca e search advertising. Siamo quasi in primavera e le ricerche sull’argomento confermano la tendenza. Leggete questi dati rilevati da una ricerca di Google: il 95% di chi usa Internet per trovare informazioni o acquistare un viaggio utilizza un motore di ricerca come fonte di informazione. Questo rappresenta un beneficio sia per i navigatori, che accedono a informazioni, proposte commerciali, comparazioni di prezzo e promozioni in meno tempo e con maggiori possibilità di confronto, sia per gli inserzionisti, i quali hanno la possibilità di raggiungere contatti qualificati con una soglia di attenzione molto alta e con un ritorno sull’investimento migliore di ogni altra attività online (e spesso anche offline). Francesco Barbarani Executive Director Overture Una premessa, di ordine generale: sempre più spesso l’utente sulla Rete cerca informazioni pre/info commerce. In pratica cerca queste informazioni, poi va sul punto vendita e compra il servizio o il prodotto. In alcuni casi, come il turismo, effettua l’acquisto anche direttamente on line. Un comportamento che spiega il successo attuale del search advertising. L’offerta di search advertising di Overture si è rivelata particolarmente utile nel settore turistico. Quali sono le peculiarità che lo rendono cosi efficace in materia di promozione del turismo? Il turismo è uno dei settori che ci sta dando le maggiori soddisfazioni e mi riferisco, in particolare, agli inserzionisti. Hanno colto l’importanza di usare il nostro network, composto dai principali motori di ricerca e portali italiani per la loro comunicazione. I nostri inserzionisti vengono in contatto con gli utenti che fanno delle ricerche proprio nel momento in cui navigano per cercare delle informazioni. Il motore di ricerca quindi mette in contatto domanda e offerta ovvero le aziende con i potenziali clienti interessati ai prodotti o servizi offerti. Facciamo un esempio? Un utente cerca “un albergo a Roma”, va sul sito di uno dei nostri partner e trova, tra i primi risultati, i siti nostri inserzionisti. Noi diamo la possibilità, a chi sta effettuando una ricerca, di avere dei siti che noi abbiamo controllato. Uno degli aspetti veramente importanti del nostro modello di business è la rilevanza. Significa che noi mettiamo on line soltanto siti che hanno contenuti editoriali attinenti alla parola-chiave cercata dall’utente. Mi spiego meglio: viene da noi un albergatore di Roma e ci chiede di acquistare delle parole-chiave legate alla capitale. Abbiamo un team editoriale che controlla i contenuti del sito e se c’è attinenza, tra la parola-chiave e i contenuti del sito, lo “carichiamo”. Se invece l’inserzionista vuole comprare delle parole-chiave che non hanno rilevanza con i contenuti del sito non lo facciamo uscire perché la “keyword” richiesta non ha rilevanza, non collima tra quello che l’utente cerca e i contenuti del sito e quindi daremmo un disservizio all’utente. Il search comunque si è rivelato, per gli inserzionisti del settore, una forma di pubblicità di grande efficacia e dai costi molti contenuti, perché pagano solo per i click effettivamente ottenuti sui propri link? A tutti i nostri inserzionisti diamo la possibilità di avere un pannello di controllo, all’interno del quale possono vedere l’andamento di ogni singola “keyword”. Mi spiego meglio: loro vedono e possono modificare quanto stanno pagando per ogni click su ogni singola keyword e quanto, quella singola keyword, sta generando in termini di ritorni. Esempio: un inserzionista ha acquistato 100 keywords con Overture. Il nostro modello di business funziona “ad asta”, ovvero chi paga di più ottiene le posizioni più visibili. In alcune circostanze ci possono essere delle parole-chiave all’interno delle quali ci sono talmente tanti inserzionisti per cui ci sarà un prezzo particolarmente alto e non tutti i clienti, ovviamente, sono disposti a pagare. In base al nostro “pannello di controllo” l’inserzionista ha la possibilità di vedere quanto paga, ogni singola parola-chiave, la posizione e quanti ritorni sta generando. Questo monitoraggio consente all’inserzionista di valutare il ritorno del suo investimento ed eventualmente variare il numero di parole chiave o di aumentare o diminuire il prezzo di ognuna. Massimiliano Magrini Country Manager Google Italia Il motore di ricerca ha una grande importanza per il turismo. Perché reagisce alle richieste degli utenti e ciò significa che esiste una domanda che il “search” registra. Siamo in grado di capire, in tutto il mondo, cosa cercano gli utenti in fatto di località turistiche. Chi vuole, dunque, promuovere l’incoming può usufruire di questa grandissima potenzialità, ma è utile anche per chi vuole promuovere la propria località presso un’audience potenzialmente mondiale. Tra l’altro sarà in grado di sapere quanti utenti stanno cercando informazioni sulla località. Gli inserzionisti del settore, grazie ai motori di ricerca, hanno la possibilità di vedere subito i ritorni? Esatto. Facciamo il caso di un albergatore, poniamo, della Sardegna. Potrà promuovere il suo albergo presso un’utenza che cerca informazioni sull’isola e potrà contattarli direttamente. Sarà quindi, in grado di vedere quante persone hanno letto l’annuncio e sono entrate nel sito e sapere, subito, quanti di questi utenti hanno fatto la prenotazione. Non esiste dispersione di investimento. Paga solo per quei clienti che hanno cliccato, sono entrati nel sito ed eventualmente hanno prenotato l’albergo. Google, tra i motori di ricerca, per quanto riguarda informazioni sul turismo, è cliccato 9 volte su 10. Un bel risultato? Siamo molto soddisfatti. Qualche anno fa, grazie a una nostra campagna, un nostro inserzionista della Sardegna è riuscito ad intercettare turisti giapponesi e a portarli sull’isola. Questo dimostra che c’è la possibilità di intercettare una domanda di turismo che esiste. Se, però, non si utilizza questa leva di marketing, la domanda rimane inevasa. Abbiamo lavorato, durante la scorsa estate, con un’associazione di albergatori riminesi e, a fronte del calo generale di presenze sulla Riviera, sono riusciti ad avere buoni risultati proprio grazie ai servizi dei motori di ricerca. Tutti i numeri del turismo on line! Il turismo beneficia di una sempre maggiore spinta dal mondo online, e chi cerca informazioni prima di acquistare un prodotto turistico passa sempre più spesso da Internet e soprattutto dai motori di ricerca. Un’indagine di Google Italia ha rilevato come il 95% di chi usa Internet per trovare informazioni o acquistare un viaggio utilizzi un motore di ricerca come fonte di informazione. Questi i dati evidenziati dall’indagine: il 66% di chi acquista viaggi online sostiene che il motore di ricerca ha un ruolo essenziale nella scelta dei prodotti o servizi da acquistare. Oltre il 53% di chi cerca informazioni online acquista poi, sempre online, viaggi o servizi turistici. Le ricerche principali effettuate dai navigatori italiani riguardo il mercato turistico, sono risultate le seguenti (risposte multiple): - Ricerche riguardanti un viaggio o servizio turistico 83% - Confronti di prezzo tra prodotti turistici diversi 75% - Lettura di recensioni riguardanti i viaggi 66% - Prenotazioni di viaggi o servizi turistici 60% Le categorie di prodotto più ricercate sono: - Voli aerei 74% - Hotel 70% - Biglietti ferroviari 55% - Pacchetti viaggio 42% - Case vacanza 32% - Noleggio auto 32% - Crociere 14%

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