Il noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario

Il noto addetto di Google Matt Cutts (il cui blog nel campo seo è di gran lunga il più famoso al mondo) ha divulgato una serie di consigli per i bloggers intervenuti al seminario "WordPress WordCamp" tenutosi lo scorso mese di luglio. Riassumiamo in breve quanto suggerito da Cutts nel corso del Suo fugace (ma rilevante) intervento. Prima questione dibattuta: 1) trattino o sottolineato? Cutts ha affermato che il trattino basso nelle url non viene trattato come un separatore di parola (similmente al trattino "-"). ad esempio la seguente url: http://www.sito.com/luci_della_ribalta/ verrebbe letta da Google come "lucidellaribalta" senza alcuna separazione, e cià diversamente dall´url: http://www.sito.com/luci-della-ribalta/ che permetterebbe quindi a Google di scoprire e leggere le parole (luci della ribalta) presenti nell´url. Come è noto la presenza delle parole chiave nel testo dell´url permette un miglior posizionamento per cui è importante usare la giusta sintassi al fine di ottenere lo scopo. Il consiglio è quindi chiaro: d´ora in poi seguiamo il consiglio di Cutts ed usiamo il trattino ... ma che fare con tutte le pagine già esistenti del sito? Verrebbe voglia di adottare un sistema di url rewriting modificando automaticamente tutte le url e convertendo il sottolineato in trattino ma sarebbe un errore nel caso in cui dette pagine siano già presenti sui motori di ricerca. Compiere questa operazione, infatti, genererebbe una nuova copia delle pagine e Google si troverebbe ad un certo momento ad avere due copie della stessa pagina: quella precedente (con il sottolineato) di cui detiene oltretutto la copia cache, e quella nuova perfettamente identica (a parte il trattino nella url) che configurerebbe una perfetta fattispecie di contenuto duplicato, punibile con la penalizzazione del sito. 2) estensioni dei files Le pagine web possono avere diverse estensioni: htm, html, php, asp, jsp, cf, cfm ecc. Esiste un´estensione migliore dell´altra, in grado di condizionare positivamente o negativamente il posizionamento nei motori di ricerca? La risposta di Cutts è assolutamente negativa e sgombra ogni ombra su questo aspetto. 3) Url dinamiche Google tratta le url dinamiche (quelle, per intenderci, in cui sono presenti caratteri c.d. "jolly" come "?" e "&") allo stesso modo delle url statiche a meno che ci siano più di due parametri jolly. Quindi una url come quella che segue è una url negativa che probabilmente non verrà indicizzata: http://www.sito.com/?a=quattro&b=cinque&c=and&d=due/ Inoltre le url che contengono il carattere "#" (corrispondente nell´html al link di ancoraggio) vedranno tagliata l´url proprio in quel punto ad es.: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/#cinque verrà letta e indicizzata da Google come: http://www.sito.com/uno-due-tre-e-quattro/ 4) livelli di struttura Cutts ha affermato che il posizionamento prescinde dai livelli di struttura in cui è collocata la pagina web, per cui la pagina: http://www.sito.com/uno/due/tre/quattro/ dovrebbe avere le stesse chances della pagina: http://www.sito.com/uno-due-tre-quattro/ Nonostante questa affermazione, perà, la ns. esperienza e l´osservazione sul campo ci porta a concludere diversamente in quanto, contrariamente a quanto affermato da Cutts, i posizionamenti su Yahoo!, Microsoft Live e Google sembrano essere tutti influenzati dal livello in cui la pagina è collocata per cui maggiore è la profondità in cui si trova l´url, minore è la sua chance di posizionamento. Pertanto raccomandiamo di non collocare le vostre pagine in livelli profondi soprattutto quando non è assolutamente necessario. 5) temi di wordpress Il seminario trattava il famoso blog Wordpress e in questa sede Cutts ha parlato anche dei temi (layout) del famoso blog. Un modo semplice, veloce e popolare per ricevere una grande quantità di links è quello di realizzare modelli (template) di layout del blog (ma cià vale sostanzialmente per tutti i siti) e poi di vendere o distribuire gratuitamente al pubblico questo modello in cui all´interno c´è un link preimpostato. Così, nel caso di Wordpress, molti web designers hanno realizzato modelli grafici di tutti i tipi, accattivanti, divertenti, sobri e professionali utilizzando la tecnica dell´inclusione del link desiderato. E´ avvenuto quindi così che aziende ed utenti privati che hanno adottato il modello, hanno trovato nel proprio sito un link che puntava al sito del web designer. L´affermazione di Cutts è stata sorprendente ed incisiva: "Non utilizzate modelli sponsorizzati", ha affermato, "se non volete che i motori di ricerca perdano la loro fiducia nei confronti del vostro sito". Essenzialmente, secondo Cutts, i links sponsorizzati sui modelli sono una variazione dei links acquistati che Google detesta (in quanto alterano la logica di calcolo della link popularity e del page rank). Sebbene i links comprati - così come i links sponsorizzati nei modelli - consentano al momento attuale di avere ancora un ritorno in termini di visibilità e posizionamento - dato l´atteggiamento agguerrito di Google e considerato il modo con cui questo è stato esplicitato, c´è da pensare che nel prossimo futuro potremmo assistere a cambiamenti nella policy e nelle linee guida di Google che potrebbero anche portare a possibili penalizzazioni. Per cui occorre valutare attentamente l´opportunità di queste scelte. Autore: Stefano Mc Vey (cduweb.com) ,

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