Siamo un Paese che non innova, e lo si capisce anche dal nostro rapporto con il web e con le tecnologie informatiche. è quanto emerge dall´ultimo rapporto Assinform, il

Siamo un Paese che non innova, e lo si capisce anche dal nostro rapporto con il web e con le tecnologie informatiche. è quanto emerge dall´ultimo rapporto Assinform, il documento che fotografa ogni anno l´andamento dell´informatica e delle telecomunicazioni nel nostro Paese. Secondo l´ultimo rilevamento, l´Italia è il Paese che conta la percentuale più alta di analfabeti del web: ben il 56% dei nostri connazionali non usa Internet, contro una media europea del 40%. In compenso siamo il secondo Paese europeo in quanto a numero di utenti "smaliziati"; il 9% dei nostri compaesani ha un´ottima dimestichezza con il web (9%), ci batte solo la Francia con il 12%. Piuttosto scarsa è l´attenzione verso i servizi offerti dalla Rete: l´Internet banking è utilizzato solo dal 12% della popolazione contro il 25% della media europea, e l´e-commerce è ancora fermo al 2% del totale delle vendite al dettaglio, quando la media europea viaggia a quota 11%. Decisamente poco brillanti anche gli investimenti in nuove tecnologie: se nel 1998 il nostro Paese spendeva l´1,5% del valore del Pil, a fronte di una media europea attestata al 2,3%, oggi siamo all´1,7%; in dieci anni, in pratica, l´Italia ha fatto registrare una crescita di soli due decimi di punto percentuale, contro una media europea di 5 decimi di punto, con picchi di 6 e 8 decimi (rispettivamente in Gran Bretagna e Francia). Ma come si spiega questo andamento lento? Secondo Assinform c´è in primo luogo il progressivo invecchiamento demografico e un sistema formativo non all´altezza delle sfide tecnologiche, che mantengono oltre la metà della popolazione italiana lontana dalle facilitazioni e dai vantaggi dei servizi Internet. Il problema - sottolinea Ennio Lucarelli, presidente dell´Associazione di Confindustria - riguarda il processo di digitalizzazione del Paese che avanza in modo frammentario e discontinuo, privo di una politica economica capace di puntare sull´It in termini strategici come invece è avvenuto e avviene in altri paesi: "Se nell´ultimo decennio il sintomo più evidente della regressione italiana è stato l´aumento del divario di produttività con gli altri paesi europei, una delle cause strutturali, purtroppo ancora largamente sottovalutata, sta nel non aver investito per innovare l´Information Technology italiana al fine di rilanciare l´economia, come si è fatto invece in Europa a seguito del processo di Lisbona e in molti paesi nostri concorrenti. A fronte dei programmi quadro comunitari per lo sviluppo dell´innovazione tecnologica, in Italia dieci anni di spesa It ben al di sotto della media europea hanno reso la nostra economia rigida, limitandone le capacità di crescita e di reazione ai cambiamenti". ,

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