Italiani sempre piu´ attenti ai contenuti su internet e sempre meno interessati a utilizzare il pc come ´´macchina´´ per scrivere (Word) o

Italiani sempre piu´ attenti ai contenuti su internet e sempre meno interessati a utilizzare il pc come ´´macchina´´ per scrivere (Word) o ´´elaboratore di calcolo´´ (Excel), anche se il 45% continua a restare un ´´analfabeta informatico´´ dichiarando di non usare ne´ pc, ne´ Internet. E´ quanto risulta dal Rapporto 2005 dell´Osservatorio AIE sull´editoria digitale che sara´ presentato martedi´ 12 aprile a Milano. Sul totale del campione intervistato, ben il 46% lo utilizza per collegarsi alla rete. Solo il 9% utilizza invece il pc ma senza accedere a internet. Un popolo di internauti che non sanno usare word? Non e´ detto: quello che e´ certo e´ che, in base all´indagine dell´Ispo, il pc diventa sempre piu´ anche uno strumento per comunicare (e non solo per elaborare). Non e´ diverso per il settore scolastico: su una scala da 1 a 10 gli insegnanti tecnologici (quelli, in altre parole, che piu´ utilizzano le tecnologie) individuano nei contenuti su internet un linguaggio piu´ vicino a quello degli studenti (voto 8,8), l´occasione di un lavoro piu´ stimolante (voto 8,5) e un´opportunita´ per personalizzare i materiali in ciascuna classe (voto 8,4), come emerge dall´indagine dell´Istituto Iard Franco Brambilla. Sono questi solo due degli elementi che emergono dal Rapporto 2005 dell´Osservatorio AIE (Associazione Italiana Editori) sull´editoria digitale. Un focus a cura dell´Osservatorio costituito da AIE per fotografare l´evoluzione dell´uso delle nuove tecnologie digitali e di rete per accedere ai contenuti editoriali, le conseguenze della loro diffusione sulle dinamiche di consumo culturale e l´impatto che questi cambiamenti possono avere sul settore editoriale e l´industria dei contenuti nel complesso. Il Rapporto prende in esame, attraverso due indagini, i rapporti tra gli italiani e le tecnologie: da una parte sotto il profilo del consumo di contenuti editoriali digitali all´interno delle famiglie (con una indagine curata dall´Istituto ISPO di Renato Mannheimer) e dall´altro sull´utilizzo delle tecnologie nel mondo della scuola (con una indagine curata dall´Istituto IARD Franco Brambilla).

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