«La prima stagione di Internet è stata in bianco e nero, e ormai solo i più anziani di noi la ricordano. La seconda, che è quella attuale, è a colori. La terza, quella che

«La prima stagione di Internet è stata in bianco e nero, e ormai solo i più anziani di noi la ricordano. La seconda, che è quella attuale, è a colori. La terza, quella che verrà e che in parte è già fra di noi, sarà tridimensionale. Quasi una copia del mondo vero, reale». Così profetizza un esperto di informatica che da oltre un decennio gira per la rete, di cui conosce tutti i misteri e le possibilità. A che cosa si riferisca quando parla di «Internet in bianco e nero» è abbastanza chiaro. Ricorda l´inizio della rete, quando si girava a velocità quasi ridicola e quando non c´era altro da fare che andare a curiosare sui pochi siti e i pochi portali che si trovavano. Era una rete, quella, in cui i naviganti del cyberspazio era in sostanza dei semplici spettatori. La seconda stagione, quella attuale, «a colori», è una rete nella quale ha fatto la sua irruzione la banda larga. La velocità ha consentito di fare molte cose. Ma, soprattutto, ha permesso un po´ a tutti di diventare protagonisti sulla rete in varie forme (in particolare con i blog e i videoblog, ma non solo).E già adesso, nella seconda stagione, c´è una rivoluzione, un salto evolutivo di cui molti forse non si rendono ancora conto. Ma è in arrivo un´altra rivoluzione e probabilmente ancora più clamorosa. La rete sta per diventare tridimensionale e molto vicina al reale. Per rendersene conto di solito si cita l´esperienza di Second Life, che è una specie di mondo immaginario (tridimensionale, appunto) dentro al quale accade un po´ di tutto. I critici di questa vicenda dicono che si tratta di uno stupidissimo gioco che alla fine non porterà a niente. Un mio amico, apprezzato informatico, vive ad esempio su Second Life come cubista: balla a pagamento. O, meglio, balla il suo Avatar, il suo doppio (che lui ha disegnato un po´ più bello e più muscolo dell´originale). Mi racconta che guadagna anche dei soldi con le sue prestazioni nelle discoteche (virtuali) di Second Life. Con questi soldi, mi dice, si compra dei vestiti (virtuali) nei negozi (virtuali) di Second Life per essere sempre più figo come cubista e per guadagnare di più e per avere più ammiratori e ammiratrici. Tutto questo ha l´aria di essere appunto un gioco, forse anche un po´ stupidino, e di non portare assolutamente in nessun posto. Invece più di un esperto informatico dice che le cose non stanno così. Anzi, sostengono che ha un senso dire che qui sta nascendo la nuova rete. E ancora di più, spiegano, si puà vedere il «nuovo» dentro «The world of warcraft» (il mondo dei guerrieri). Si tratta di un gioco on line con delle soluzioni «realistiche» e tridimensionali impressionanti, e molto più importante di Second Life, visto che ha almeno 8 milioni di iscritti. Si tratta probabilmente di una delle più corpose comunità della rete. Ma la cosa bella di questo «luogo» sono l´accuratezza delle ambientazioni e il senso di «vero» che trasmettono. Se su Second Life si possono avere dei dubbi (a che cosa serve?, alla fine), ancora di più se ne possono avere sul mondo dei guerrieri. Ma alcuni esperti che guardano lontano sostengono che chi pensa così è in errore. Per almeno un paio di ragioni. 1 Intanto c´è un fatto tecnico. Lavorando intorno a queste cose c´è gente che impara a maneggiare il «tridimensionale», il virtuale che sembra reale. E invitano appunto a andare a fare un giro fra i guerrieri per capire quanto questa tecnica si è ormai evoluta. Tecnica che domani potrà essere esportata in applicazioni un po´ più serie (cosa che in parte, come vedremo) sta già avvenendo. 2 La seconda ragione consiste nel fatto che la gente si sta abituando con sorprendente facilità a usare gli Avatar (i nostri doppi virtuali) e a interagire con essi. A questo proposito si cita, in Italia, il caso della Immobiliare Gabetti, che usa appunto una creatura virtuale (un Avatar, femmina in questo caso) nel proprio call center. Ebbene, quando l´Avatar arriva sullo schermo del computer ovviamente saluta e la cosa incredibile è che tutti rispondono dicendo «ciao». E poi vanno avanti a ragionare con quella specie di cartone animato (ma è fatto molto bene e non sembra affatto un cartone, perà è virtuale come Paperino). Domani, quando la banda sarà ancora più larga, la tridimensionalità potrà diventare di uso comune. A molti di noi sarà capitato di mandare una mail a un amico e di ricevere in risposta un messaggio del genere: «Sono in vacanza, richiamate a settembre». Domani, potremmo invece ricevere l´Avatar del nostro amico, a colori, magari sotto una palma che ci saluta con la mano e che ci dice: «Ci vediamo a settembre». Tutto qui?, commenterà qualcuno. Attenzione, se moltiplicate tutto questo per alcuni milioni di soggetti, alla fine vi ritrovate con una rete che ha cambiato aspetto. Che è diventata tutta animata, colorata e nella quale i nostri doppi virtuali agiscono e fanno mille cose interessanti. A che serve tutto questo? A niente? Non è vero. Serve a fare un mondo più bello. Anche gli antichi invece di fare le colonne con sopra i capitelli avrebbero potuto cavarsela con dei pali di legno. Invece hanno scelto le colonne di marmo. E noi siamo contenti che lo abbiano fatto. Sulla rete tridimensionale si possono organizzare delle videoconferenze, dove gli Avatar parlano con la nostra voce, e si muovono. Magari in modo più sciolto e più diretto di quello che faremmo noi con gli occhi stanchi e i capelli un po´ in disordine. A questo proposito va segnalato che la cosa è già possibile su Second Life, dove appunto adesso gli Avatar possono dialogare fra di loro con voci reali. Ma, ad esempio, sempre su Second Life sono già cominciati degli eventi. Si fanno delle conferenze. In sale da conferenze. Con tutti i nostri Avatar seduti in sala e che, naturalmente, possono lanciare ortaggi al conferenziere o che se ne possono andare se si annoiano (e anche appisolarsi in sala, come da tradizione). In conclusione, all´inizio la rete era solo una serie di paroline su schermi verdi. Poi si è animata con disegni e immagini. Poi ancora con dei video. Adesso sta per essere popolata da mondi che un po´ ricopiano il reale e che un po´ invece sono inventati. E tutti popolati da questi nostri strani doppi che sono gli Avatar. Avatar che dovrebbero presto arrivare anche sui telefonini per rispondere al posto delle vocine delle segreterie telefoniche attuali. Insomma, il mondo diventerà un po´ più bello e, quasi certamente si apriranno anche delle nuove possibilità, oggi impensabili. Quando tutti avremo degli Avatar che agiscono per conto nostro sulla rete, sarà un po´ come avere dei robot virtuali che vanno in giro per il mondo al nostro posto. Mentre noi dormiamo (o guardiamo la luna insieme alla fidanzata) «loro» chissà quante cose potranno fare. ,

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