Per l´82% degli internauti il web è la più importante fonte di news, seguito dalla televisione (63%), dal cellulare (48%), dalla radio (48%) e dai quotidiani (36%). Questi i

Per l´82% degli internauti il web è la più importante fonte di news, seguito dalla televisione (63%), dal cellulare (48%), dalla radio (48%) e dai quotidiani (36%). Questi i risultati dell´indagine commissionata dall´Ordine dei Giornalisti della Lombardia ad Astra ricerche e presentata in occasione del convegno sul "Futuro del giornalismo" che si è tenuto all´Università Statale di Milano. Per il 52% del campione l´uso di web e cellulari non ha ridotto la fruizione dei media tradizionali. Ad essere più penalizzati sono i quotidiani, seguiti dai periodici e dalla televisione. La radio è invece il mezzo di informazione meno colpito dalle news sul web. L´uso di internet e del cellulare è comunque in aumento: il 65% degli intervistati dalla ricerca afferma di utilizzare questi strumenti più di un anno fa. Infine il 21% di chi usa internet si dichiara favorevole a pagare per avere news sul web, una platea stimata dalla ricerca in 3,1 milioni di persone. I naviganti invecchiano. Altro dato interessante emerso dalla ricerca è che a navigare in rete non sono più principalmente i ragazzi, anzi. In Italia il 53% di chi va su internet ha fra i 35 e i 55 anni. Secondo lo studio il 47% dei navigatori ha fra 14 e 34 anni, il 29% fra i 35 e i 44 anni e il 24% fra i 45 e i 55 anni. Altro dato riguarda il titolo di studio: chi naviga ha una cultura più alta della media: il 59% infatti è diplomato e il 32% laureato. "Ormai internet - ha osservato il presidente di Astra, Enrico Finzi - è un mondo adulto". Servono regole anche sul web. Al convegno ha partecipato il presidente della Fieg, Carlo Malinconico, che ha illustrato una situazione "pesante e molto critica". "Il mercato editoriale è in grave crisi, la pubblicità va malissimo anche se migliora solo su internet", ha spiegato. Malinconico ha affrontato anche uno dei temi "caldi" dell´informazione online: la diatriba che vede contrapposti Google news e la Fieg che si è rivolta all´autorità della concorrenza. "Non trovo corretto che chi crea un contenuto non si veda arrivare neanche una briciola, è scorretto anche eticamente». La tesi degli editori è che il motore di ricerca genera pubblicità ma nulla viene riconosciuto a chi ha messo in rete gli articoli che vengono cercati attraverso il motore. "è una questione di equità" ha detto il presidente. "Dobbiamo dire laicamente se ci devono essere delle regole". FONTE: http://mediablog.corriere.it

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