Un bollino "Internet mi fido" esposto sul web per garantire il rispetto della privacy e della legalitŕ. č un´etichetta visibile e chiara proposta su iniziativa del governo

Un bollino "Internet mi fido" esposto sul web per garantire il rispetto della privacy e della legalitŕ. č un´etichetta visibile e chiara proposta su iniziativa del governo. La certificazione di qualitŕ testimonia l´adesione a un "Codice di autodisciplina a tutela della dignitŕ della persona sulla rete internet". Cresce, infatti, il dibattito sulle informazioni pubblicate attraverso social network e altri spazi on line, luoghi dove la percezione dei confini tra pubblico e privato non sempre č immediata. E negli ultimi mesi i gruppi dell´odio su Facebook hanno richiamato piů volte l´attenzione dei mass media. Secondo il progetto, i provider potranno intervenire per rimuovere materiali che violano le norme. L´opinione degli operatori č positiva. «Su internet - sottolinea Paolo Ainio, fondatore del gruppo Banzai - gli utenti sono i piů attivi nella segnalazione di contenuti offensivi: il loro contributo č fondamentale». La collaborazione con il pubblico del web avrŕ un ruolo decisivo nella capacitŕ di autoregolamentazione on line. La bozza del codice nasce su impulso del ministro dell´Interno, Roberto Maroni. «Standardizza il comportamento nei siti web: gli utenti avranno meno difficoltŕ per conoscere e rispettare le norme», evidenzia Antonio Converti, direttore della divisione portal and vas di Wind che include Libero, uno dei primi portali italiani ad aver sperimentato un sistema di autoregolamentazione, sviluppato con l´aiuto della comunitŕ di utenti web. Ma restano alcuni punti da approfondire durante la discussione della bozza. «Bisogna definire il protocollo di comunicazione tra fornitori di accesso on line e autoritŕ giudiziaria», aggiunge Converti. Il testo č in fase di elaborazione da dicembre, quando il ministro Maroni ha convocato una riunione con gli operatori del settore. All´incontro, tra gli altri, hanno partecipato Google, Facebook e Microsoft. La proposta arriva in coincidenza con un dibattito sempre piů intenso sulla tutela dei dati personali nei social network. Tanto che anche il gruppo "Article 29 data protection party" della Commissione europea č intervenuto per chiedere maggiore trasparenza nelle policy delle reti sociali on line che riguardano le informazioni personali degli iscritti. Gli utenti, per esempio, devono essere consapevoli che, se scelgono di pubblicare la loro pagina privata sul web, il loro profilo puŕ essere trovato dai motori di ricerca. Di recente, poi, č intervenuta anche l´Agcom, l´Autoritŕ garante delle telecomunicazioni, con un´indagine sui danni economici della pirateria dovuti a filmati, fotografie, canzoni e testi condivisi on line senza rispettare il copyright. Osserva Dario Denni, presidente di Aiip, l´Associazione italiana degli internet provider: «La bozza del codice incontra il favore degli operatori: apre la strada per avere strumenti effettivi ed efficaci. E la segnalazione di abusi puŕ diventare piů reattiva». Ha un ruolo decisivo anche la semplificazione della comunicazione rivolta al pubblico on line. «Le linee guida dovranno avere un linguaggio chiaro. č in ritardo, perŕ, una diffusione della cultura informatica in Italia attraverso progetti educativi», aggiunge Denni. Via agli incontri tra fornitori di accesso a internet, aziende informatiche, gestori di servizi web, motori di ricerca, istituzioni pubbliche: definiranno l´evoluzione del codice di autodisciplina. Luca Dello Iacovo IL SOLE 24 ORE

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