L’ecommerce è uno dei pochi settori che ha registrato una crescita negli ultimi anni. Quando il negozio sotto casa deve chiudere perché ha pochi clienti, quando molte aziende

L’ecommerce è uno dei pochi settori che ha registrato una crescita negli ultimi anni. Quando il negozio sotto casa deve chiudere perché ha pochi clienti, quando molte aziende purtroppo si trovano a fare i conti con entrate sempre minori e con un calo verticale dei consumi, l’e-commerce continua a crescere. Sarà perché gli utenti sono sempre più portati e fiduciosi verso gli acquisiti online, sarà perché trovano prezzi concorrenziali rispetto alla vendita offline, sarà perché acquistare online non richiede più fatica di qualche click con il mouse e più tempo di un caffè. Chiaramente non deve passare il messaggio che basta tirare su un sito e-commerce per diventare automaticamente milionari, solo perché il sito cominci a vendere qualcosa ci vuole una progettazione e un’attenzione ai particolari che per altri siti web non viene richiesta. A questo bisogna aggiungere un investimento in ottimizzazione del sito, promozione sui social network, campagne di advertsing online ecc ecc… In poche parole ci vogliono impegno, investimento e pazienza per vedere dei risultati. Entro il 2016, la media di spesa dei consumatori on-line raggiungerà 1.738 dollari all’anno e data la grande domanda a cui risponde una vastissima offerta, è necessario distinguersi dalla massa e il modo migliore è offrire un servizio calibrato sull’utente e l’ottimizzazione delle conversioni. A questo proposito Hubspot ha pubblicato un e-book gratuito che si può scaricare inserendo i propri dati. Di tutte le sezioni dell’e-book ci concentreremo su quella relativa alle pagine prodotto, che risultano essere determinanti ma anche difficili da progettare. L’immagine seguente mostra l’architettura ideale di una pagina prodotto scheda prodotto e-commerce Search box: è fondamentale analizzare i termini di ricerca i visitatori utilizzano regolarmente e tenere sotto stretto controllo le parole chiave che indirizzano il traffico dai motori di ricerca (per quanto possibile…). Usare parole chiave mirate per le descrizioni dei prodotti consente di indirizzare i potenziali clienti verso i prodotti che stanno effettivamente cercando. Il titolo: il titolo del prodotto deve essere conciso e convincente, per spingere l’utente a leggerne la descrizione completa. Non deve essere troppo lungo e deve contenere le informazioni sufficienti per comprendere di quale prodotto si sta parlando. Importantissimo è che il titolo sia corretto, dal punto di vista grammaticale, sintattico e contenutistico. Anche una piccola imprecisione o incongruenza tra titolo e testo e l’utente fuggirà rapidamente. Immagini prodotto: le immagini sono importanti anche più del testo dal punto di vista dell’utente e rivestono un ruolo importante anche per l’ottimizzazione per i motori di ricerca (filename, alt, descrizione…). Le immagini, inoltre, possono essere condivise sui social network e aumentare quindi la visibilità della pagina prodotto, affinché questo accada occorre utilizzare foto di qualità, sia per dimensioni e risoluzione, sia per stile. Infine è praticamente impossibile che un utente acquisto un prodotto senza vederne le foto. Ratings: proprio come in un sistema di vendita tradizionale si ascolta l’opinione del cliente, così si deve fare online e il primo metodo è usare un sistema di votazione a cui associare delle recensioni. È sbagliato tentare di manipolarle, la recensione negativa o non perfetta, dona veridicità a tutte le altre. Un utente che può leggere opinioni positive e negative può farsi un’opinione generale del prodotto, valutare pro e contro e decidere se acquistare o meno. Se le recensioni negative cominciano a essere tante non bisogna prendere questo dato con rabbia verso “il cliente che non capisce niente”, piuttosto cercare di capire cosa c’è che non va, cosa può essere migliorato, quali sono le principali critiche ricevute. Gli user generated content sono una delle armi per emergere sul web di oggi, quindi dare spazio a testi, video e immagini che daranno credito ai prodotti e coinvolgeranno l’utente fidelizzandolo. Prezzo: il prezzo deve essere chiaro, non si deve lasciare spazio a sorprese in merito, perché all’utente non piacciono. Inserire i prezzi senza IVA, ad esempio, significa che quando l’utente andrà pagare si troverà un prezzo maggiorato del 22%, prezzo che magari non è disposto a pagare. Uno dei principali motivi di abbandono del carrello è proprio la sorpresa sul prezzo a cui vengono aggiunte le spese di spedizione, gestione o altro ancora. Se ci sono dei prodotti in offerta, bisogna mostrare il prezzo originario sbarrato e quello nuovo. Se ci sono delle promozioni (ad es. spese di spedizione gratuite oltre una certa cifra o lo sconto di benvenuto) vanno messe in evidenza con appositi banner. Costi di spedizione: torna il discorso delle sorprese, non devono esserci, a meno che non siano positive. Le spese di spedizione vanno indicate in ogni pagina prodotto, non si deve costringere l’utente a cercare il piccolo link nascosto a fondo pagina dove può recuperare il costo della spedizione, oppure nasconderlo (come spessissimo accade) nei termini di utilizzo. Nessuno si scandalizza se ci sono i costi di spedizione, quindi tanto vale esplicitarli. Aggiungi al carrello: questo bottone è la prima call to action e come tale deve essere visibile, posizionata above the fold, di un colore ben definito e diverso dagli altri colori presenti nella pagina (possibilmente arancione). Tutte le altre call to action (per condividere sui social, per aggiungere alla lista desideri, per visionare prodotti simili…) devono essere meno evidenti, di colori diversi e in un’altra posizione rispetto a quello per l’aggiunta al carrello. Descrizione del prodotto: possiamo trovare pagine prodotto con due righe di descrizione, pagine prodotto con descrizioni identiche a quelle del produttore, pagine prodotto con descrizioni identiche ad altre mille. Tutto sbagliato. La descrizione, anche se ci sono le foto, viene letta dall’utente la ritiene importante. Deve fornire informazioni dettagliate, con una terminologia semplice da capire e devono essere scritte correttamente, sempre dal punto di vista grammaticale, sintattico e contenutistico. Senza contare che la descrizione è, per il motore di ricerca, il contenuto della pagina e come tale lo utilizza per determinare, fra le altre cose, il posizionamento della pagina per parole chiave. Questo non significa che si devono scrivere 3500 caratteri infarciti di keyword, perché, non dimentichiamolo, l’obiettivo primario è l’utente. Immagini alternative: come già sottolineato nel punto 3, le immagini sono importanti e devono essere complete, quindi mostrare il prodotto da tutte le angolazioni, focalizzandosi anche sui dettagli. Ad esempio, quando si vende un soprammobile sarebbe bene mostrarlo anche inserito in una situazione reale, per comprenderne le proporzioni rispetto ad altri oggetti. A volte scrivere che è alto 20 cm non è sufficiente per capirne il reale ingombro spaziale. Social Sharing: la possibilità di condividere sui social network non deve mai mancare, perché per l’utente è normale trovarla, perché serve a migliorare l’esposizione e la visibilità del prodotto grazie alle reti sociali degli utenti e perché grazie a questo strumento i clienti fidelizzati possono consigliare ai loro amici di comprare proprio da quel sito. Oltre ai pulsanti per condividere l’intera pagina, se ne potrebbero pensare di dedicati per la condivisione delle immagini, specie su Pinterest dove immagini e e-commerce vanno fruttuosamente a braccetto.

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