Quando si parla di social network la parola d´ordine, lo sapete, è "pianificazione", concetto che da una parte definisce il lavoro del community manager di "distribuzione

Quando si parla di social network la parola d´ordine, lo sapete, è "pianificazione", concetto che da una parte definisce il lavoro del community manager di "distribuzione" dei contenuti nel tempo , ma dall´altra è anche cià che permette agli utenti di sentirsi coccolati dal confortevole senso della periodicità. Se pensate che i social network siano intercambiabili dovreste sicuramente rivedere le vostre considerazioni (e magari leggervi un articolo come questo, che è abbastanza completo). La grandiosità di ciascuno strumento social, anche dal punto di vista della sfruttabilità come canale di marketing, è infatti proprio questa: l´individualità. Se non è sempre vero che ciascuno di essi è stato creato in modo particolare per una determinata fetta di pubblico o per un determinato utilizzo, è vero perà che, con il passare del tempo, è stata proprio una particolare audience a "scegliersi", a trovare e a popolare il suo social network. Pensiamo a Google+, ad esempio, considerato da molti come una versione edulcorata (e meno divertente) di Facebook ma in realtà strumento imprescindibile e sempre più di rilievo per una nutrita schiera di categorie di business. Qual è il pubblico di ciascun social network? Tornando invece al discorso "audience", ecco il primo di una serie di schemi visivi proposti dal sito business2community. Tempistiche. E´ sbagliato pensare che sia assolutamente necessario aggiornare ogni giorno tutti i profili social. E´ vero, naturalmente, che bisogna stare attenti a non esagerare anche nell´altro senso (perchè poi, in quel caso, entreranno anche in ballo le penalizzazioni degli algoritmi), ma in linea generale è evidente che una pubblicazione cadenzata ma non massiccia di contenuti di qualità sia assolutamente la via più equilibrata da intraprendere, delineata da valori temporali minimi e massimi che possono essere i seguenti. Come giustamente sottolinea l´autore dell´articolo, questi sono valori di frequenza generici, e non assoluti, e vanno intesi in un contesto più individuale dove siamo noi a determinare quale ruolo ricopre ciascun social network nel nostro piano di attività. Senza poi dimenticare, naturalmente, il passo successivo, l´unico che puà determinare il valore della nostra programmazione e la necessità o meno di variazioni: il monitoraggio dei feedback. Variare la programmazione. Oltre a testare una diversa frequenza nel rilascio dei post, il consiglio è di provare anche a testare diversi giorni della settimana e diversi momenti della giornata. In termini generali, invece, possiamo dire che per diverse aziende la maggior parte delle attività di social media avvengono dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00, ma è anche vero che alcuni, invece, potrebbero addirittura vedere più engagement nel fine settimana o alla sera tardi. Tutto sta nella tipologia di brand ma anche - e questo è importante - nella composizione dell´audience. Che tipi di contenuto condividere? Posto che l´obiettivo è quello di far crescere le relazioni in maniera esponenziale in modo da trasformare gli utenti in follower e i follower in clienti, il consiglio è quello di non rendere i nostri social saturi di messaggi promozionali (l´autore calcola un rapporto di 80% contenuti generici - 20% di promozione). Per il resto la varietà di contenuti è bene accetta, considerate ovviamente le caratteristiche specifiche che portano alcuni di essi a "lavorare" meglio su determinati canali a discapito di altri. Ecco che su Facebook, ad esempio, funzionano benissimo i dietro le quinte, i sondaggi e le citazioni, su Twitter gli update in tempo reale e la condivisione di blog post interessanti, su Pinterest le infografiche e così via. La programmazione. In un primo momento è consigliabile concentrarsi sulle reti più importanti, Facebook e Twitter in primis, dopodichè incorporare eventualmente gli altri network. Questa, ad esempio, potrebbe essere una programmazione-tipo su Facebook: Questa, invece, una proposta di integrazione con Google+ e LinkedIn: Quando iniziate a lavorare su reti che richiedono aggiornamenti frequenti, come Twitter o Pinterest, il vostro programma, per forza di cose, potrebbe risultare un po´ affollato. Aiutatevi a tenere il passo con strumenti come HootSuite: sarà senz´altro un ottimo inizio. Riassumendo: Trovate le reti più indicate per il vostro business. Imparate quale tipo di contenuto funziona meglio su ogni rete. Iniziate con i social network principali, e aggiungete altri nel corso del tempo. Trovate gli strumenti necessari per migliorare la produttività. Tenete traccia dei risultati e, quando e se necessario, pensate ad una variazione della pianificazione strategica. FONTE: http://allthatweb.sixeleven.it/

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