Piange la "carta" ma vola l´online. Se la torta della pubblicità si assottiglia sempre di più per periodici e quotidiani, su internet la marcia degli inserzionisti comincia

Piange la "carta" ma vola l´online. Se la torta della pubblicità si assottiglia sempre di più per periodici e quotidiani, su internet la marcia degli inserzionisti comincia a far tremare i polsi a tutti gli altri media. Televisione compresa, anche se le cifre sono ancora molto distanti: il piccolo schermo raccoglie infatti ancora la metà degli spot su un mercato da quasi 9 miliardi, mentre l´online poco più di un miliardo. Con un risultato che comunque, per il 2012, potrebbe essere eclatante: l´anno prossimo infatti secondo le previsione di Iab, l´associazione dell´advertising interattivo che oggi e domani avrà un forum tutto suo a Milano, internet diventerà il secondo canale per la raccolta di spot proprio dopo la tv, ipotizzando una crescita tra il 10 e il 15 per cento. Saranno superati, quindi, tutti gli altri media, dalla radio alla stampa. Un sorpasso significativo anche dal punto di vista industriale. Nel 2011 il mercato dell´advertising online chiuderà con una crescita del 15% sull´anno precedente, sfiorando 1,2 miliardi di euro (1.188 milioni). Guardando ai settori, in grande spolvero la display (banner e filmati ma non solo) cresciuta del 16% a 455 milioni contro il +18% dei motori di ricerca (la famosa search, a quota 448 milioni). Tutto questo mentre il mercato totale della pubblicità chiuderà l´anno con una flessione stimata del 3% a 8,7 miliardi. «I dati di crescita e le previsioni dimostrano quanto l´online sia ormai un media strategico per le aziende - spiega Salvatore Ippolito, presidente vicario di Iab Italia -. Abbiamo così superato un periodo di consolidamento ma anche una prima fase di affermazione delle potenzialità dell´online che ha visto Iab Italia impegnata in un grande lavoro di education e diffusione della cultura digitale». Ora gli obiettivi da raggiungere sono due: «Far sì che nel 2012 anche in Italia - dice Ippolito - l´online diventi il secondo media dopo la televisione, mentre il secondo è arrivare al 2015 con una quota della pubblicità online pari al 20% sul mercato, per un valore di 2 miliardi». Un po´ di storia: negli ultimi cinque anni l´investimento medio delle aziende in pubblicità sui media cartacei è diminuito del 27,7%, l´investimento medio in tv ha registrato un -11,7% mentre quello sulla radio ha avuto una crescita del 9,3 per cento. Il web ha registrato una crescita del 46,1% ed è aumentato del 107% il numero delle aziende pronte a spendere nel cyberspazio.

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