Gli Americani che nel 2015 hanno fatto la valigia per venire in Europa sono cresciuti quasi del 6% rispetto al 2014: numeri da record, ha detto l’Ufficio Nazionale

Gli Americani che nel 2015 hanno fatto la valigia per venire in Europa sono cresciuti quasi del 6% rispetto al 2014: numeri da record, ha detto l’Ufficio Nazionale del Turismo. E non c’è dubbio che una bella fetta sia approdata in Italia, in cerca di cultura, di natura e di gastronomia.

Ma per convincere gli Statunitensi a prenotare i nostri hotel ci vuole ben più che un pizzico di marketing e di buona reputazione. Ci vuole un buon sito ufficiale.

 

Questo è quello che emerge dalla ricerca “2016 Travel Insights – What Smart Hotels Need to Know”, condotta dall’azienda statunitense Fuel, che è stata condotta su un campione di 2900 residenti in Nord America che hanno prenotato un viaggio negli ultimi 12 mesi.

Tantissimi sono i dati raccolti dall’analisi, ma alcuni mi hanno lasciato davvero stupito.

Chi prenota, dove e quando?

Quando create un’offerta o scrivete un post su Facebook, immaginate di rivolgervi a una donna. Perché sono le donne a decidere, da sole o in compagnia, nel 75% dei casi.

La pianificazione avviene in genere a partire dai sei mesi precedenti la vacanza (per i Trip Planners), ma c’è anche chi si attarda fino a poche settimane prima della partenza (i cosiddetti Deal Seekers), a seconda della complessità del viaggio. Per questo ogni albergatore dovrebbe pubblicare sul sito e il booking engine offerte speciali almeno con due mesi di anticipo, non sotto data, come si fa spesso per disattenzione o dimenticanza.

Per la prenotazione invece, la finestra più popolare resta quella dei due mesi prima, sebbene sempre più viaggiatori prenotino all’ultimo secondo: come vedete in questo schema, oltre il 20% ha scelto di prenotare con meno di un mese di anticipo.

La ricerca del viaggio risulta ovviamente complessa e articolata, come già detto da studi precedenti, ma i partecipanti al sondaggio nel 45% dei casi hanno detto di utilizzare non più di 5 siti web in un arco di 26 giorni per decidere.

Molto interessanti i dati relativi ai mezzi utilizzati per prenotare: a quanto pare gli Americani non temono il piccolo schermo, tanto che per la prima volta in assoluto chi ha detto di prenotare su smartphone ha superato chi prenota da desktop.

Da non sottovalutare l’importanza del telefono: oltre il 30% decide ancora di alzare la cornetta per prenotare un hotel.

 

Dove comincia la ricerca?

La ricerca comincia ancora sui motori: magari con il nome di una destinazione, o forse con la speranza che salti subito fuori qualche offerta. Questo è uno di quei dati che dovrebbero farvi drizzare le recchie: mai perdere di vista le campagne PPC, non necessariamente solo legate al brand; né tantomeno diventare pigri con la SEO. Conquistare posizioni sui motori di ricerca, per quanto difficile o costoso, vale ancora la pena per agganciare i futuri viaggiatori nelle prime fasi della pianificazione, quelle in cui ci si lascia cullare dai sogni e ci si sente più vulnerabili di fronte a una bella pubblicità emozionale o panorami indimenticabili.

La buona notizia è che tra i siti più segnalati per la pianificazione di un viaggio il 20% sceglie quelli delle singole strutture, mentre solo il 14% dice di essersi subito affidato a un’OTA.

Certo potreste controbattere che in America è molto comune utilizzare i siti delle grandi catene alberghiere, che assomigliano più a una OTA che a un singolo brand, ma questo è un chiaro segnale che l’Americano medio è avvezzo a scegliere con cura, a vagliare ogni possibilità e quindi anche a spulciare il sito dell’hotel. Magari a caccia di uno sconto o del miglior prezzo in assoluto.

Da non sottovalutare il peso dei siti di recensioni, che si confermano fondamentali quando si comincia a pensare un viaggio. Non a caso per il 17,4% degli intervistai sono la fonte più influente durante una prenotazione.

 

Il sito dell’hotel? Decisivo!

Il dato senz’altro più interessante di questa ricerca è il peso che ha assunto il sito web ufficiale dell’hotel nel processo di acquisto.

“Abbiamo chiesto ai partecipanti di assegnare un valore all’importanza e all’influenza di diversi strumenti nella scelta dell’hotel. Per la prima volta in assoluto, le recensioni sul sito dell’hotel hanno superato tutto il resto. I partecipanti avrebbero potuto inserire nella top 5 TripAdvisor, siti di destinazione, motori di ricerca e passaparola, ma non l’hanno fatto. Questo significa che alla fine della fiera, gli utenti prendono la loro decisione basandosi sul sito dell’hotel. La qualità dei contenuti e la struttura del vostro sito se volete continuare a conquistare i clienti.”

Questa la classifica dei 4 fattori più influenti nella decisione di acquisto indicati dai partecipanti al sondaggio:

Dallo studio non è chiaro se per “recensioni sul sito dell’hotel” gli utenti si riferiscano al guestbook (uno strumento che possiamo dire sia ormai in disuso) o le recensioni citate sul sito dell’hotel.

Ma una cosa è certa. Il sito dell’hotel è decisivo: se non trasmette affidabilità, sicurezza, se non riflette e non valorizza la struttura, può persino influire negativamente sulle prenotazioni.

La qualità, la velocità, l’usabilità e la capacità di trasmettere emozioni sono fondamentali oggi più che mai.

Ancora qualche dubbio sulla necessità di avere un bel sito ufficiale?!

Un consiglio: affidatevi ai professionisti del settore, perché se è vero che ci sono molte brave agenzie in giro, il turismo resta un mondo a parte, con una sua logica che deve padroneggiata nella realizzazione del sito e che spesso, chi è fuori da questo mondo non conosce.

FONTE: http://www.bookingblog.com

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