Gli italiani acquistano da desktop ma cercano informazioni da mobile.Questo trend, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione del lancio

Gli italiani acquistano da desktop ma cercano informazioni da mobile.

Questo trend, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa in occasione del lancio dell’Osservatorio eCommerce di Advisato, è confermato dalla ricerca Mobile Search in Italy, realizzata da Find in collaborazione con Duepuntozero Doxa, scaricabile gratuitamente dal sito www.findsdm.it.

Realizzata sulla base delle interviste rilasciate da un panel rappresentativo dell’utenza italiana, incrociate poi dal team di Find con i reali comportamenti degli utenti nella loro navigazione da dispositivi mobili rilevati dall’analisi dei progetti seguiti in agenzia, la ricerca racconta la relazione che oggi gli italiani hanno con il loro smartphone quando si tratta di cercare informazioni utili per prendere decisioni o fare acquisti.

Una relazione che è sempre più stretta.

Le informazioni si cercano da smartphone e per acquistare si usano le app
Il 61% di quanti hanno uno smartphone cerca con questo nei motori una o più volte al giorno, contro il 55% di chi utilizza computer desktop. A giocare a favore degli smartphone la praticità e la velocità con la quale possono dare accesso alle informazioni, cosa che li rende il primo strumento usato per cercare su Google anche quando si è tra le mura domestiche.



Quanti hanno acquistato almeno una volta un prodotto o un servizio attraverso lo smartphone lo hanno fatto principalmente ricorrendo a una app. Una indicazione, questa, che fa comprendere alle aziende che vendono online quanto occorra avere approcci specifici per ogni canale: il sito responsive, che molte aziende sbandierano come soluzione adottata per venire incontro agli utenti che navigano dal piccolo schermo, può essere sufficiente quando l’obiettivo è esclusivamente informativo, mentre mostra spesso seri limiti quando di mezzo c’è una transazione da fare.





Interessanti anche gli spunti emersi dall’analisi dei comportamenti di ricerca da dispositivi mobili all’interno dei punti vendita. Qui i comportamenti possono essere suddivisi in due grandi macrocategorie: quanti non vogliono avere a che fare con il personale di vendita del negozio o dell’agenzia e quanti desiderano approfondire quanto detto loro dal personale di vendita. Nel primo caso si ricorre ai motori per avere informazioni che non siano condizionate dagli interessi di vendita del commesso o del negozio o perché non ci si fida delle reali competenze dell’interlocutore. Nel secondo caso, invece, generalmente le informazioni trovate attraverso i motori vanno ad arricchire quanto detto dal commerciante, anche se non mancano le situazioni in cui i venditori risultano smentiti dalle informazioni reperibili attraverso Google & co.




Da notare come, stando almeno alle risposte degli intervistati, siano state molte più le occasioni in cui una ricerca nei motori ha poi portato a un acquisto nel negozio in cui ci si trovava di quelle che hanno portato all’abbandono della merce in favore dell’acquisto in altro negozio fisico oppure online.




«Oggi vedere in negozio una persona che, col proprio smartphone, cerca maggiori dettagli su un prodotto che è interessato ad acquistare, oppure effettua una comparazione di prezzi tra negozio e negozio o tra negozio ed e-commerce è diventato normalità –afferma Marco Loguercio, fondatore di Find e autore del documento-. I consumatori hanno capito che l’avere accesso in tempo reale, nel luogo e nel momento in cui servono, a tutte le informazioni necessarie per poter valutare e decidere li mette in una posizione di forza, consente loro di fare acquisti più consapevoli. E’ anche per questo che sia quantitativamente che qualitativamente le ricerche da dispositivi mobili stanno prendendo sempre più piede, e i “piccoli schermi portatili” stanno sempre più spesso cambiando le regole del gioco, mettendo in difficoltà quanti non riescono –o non vogliono- adeguarsi. Mi riferisco in particolare alle aziende che, prendendo spesso come scusa il dato di fatto che, comunque, gli acquisti online da smartphone sono solo una minima parte, non tengono conto di quanto uno smartphone e un motore di ricerca possano far cambiare opinione anche sugli acquisti che avvengono su altri canali, e finiscono col lasciarsi sfuggire opportunità enormi».




La ricerca regala poi anche qualche curiosità sui comportamenti di mobile search degli italiani in base ai prodotti acquistati. Si scopre ad esempio che i prodotti più frequentemente abbandonati in negozio dopo una ricerca nei motori sono gli elettrodomestici e i prodotti di elettronica di consumo. Elettrodomestici ed elettronica di consumo che però, nel complesso, assieme a cosmetici e abbigliamento sono quelli più acquistati in store dopo una ricerca online.

I venditori di cui generalmente gli italiani si fidano di meno sono quelli dei negozi di elettronica di consumo, elettrodomestici, cosmetici e prodotti bancari/finanziari: sono questi i settori dove gli italiani preferiscono usare di più l’accoppiata smartphone/Google, non fidandosi degli interlocutori.

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