Il 14 aprile 2016 ha segnato una svolta importante per la tutela della privacy. Infatti, dopo 4 anni è stata redatta la versione definitiva del Regolamento

Il 14 aprile 2016 ha segnato una svolta importante per la tutela della privacy. Infatti, dopo 4 anni è stata redatta la versione definitiva del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali degli utenti web. Questa andrà a sostituire il regolamento vigente che, redatto nel 1995, risulta oramai obsoleto e non adatto all’evoluzione del mondo digitale.

Il Regolamento della privacy è comunque solo un passo verso il vero obiettivo finale: il consolidamento di un mercato unico digitale dove le aziende saranno assoggettate alla sola legge della UE e non ai singoli regolamenti dei paesi aderenti all’Unione.


La nuova normativa permetterà di riprendere possesso dei propri dati personali e coinvolgerà tutte le aziende che offrono servizi web, social network e motori di ricerca in primis. In quest´ottica sarà garantita la portabilità dei propri dati, stabilendo quindi la proprietà della persona fisica piuttosto che delle aziende che raccolgono informazioni.

Istituzionalizzato anche il diritto all’oblio su lato web, ossia la possibilità, per chi lo richiedesse, della cancellazione di proprie informazioni dagli archivi on line. Questo riguarda soprattutto chi è protagonista di fatti di cronaca o di altri eventi: ad oggi è infatti possibile rintracciare sui motori di ricerca e, in minor parte anche su social network, articoli su atti giudiziari e di cronaca anche di diversi anni fa. Il diritto all’oblio era già stata confermata da una sentenza contro Google: la normativa la rende però a tutti gli effetti, istituzionalizzato.


La normativa regola le raccolte di informazioni e la relativa proliferazione: gli utenti avranno infatti il diritto di obiezione su tali dati e, in ogni caso, le aziende avranno l’obbligo di esplicare chiaramente l’utilizzo di ciò che raccolgono. Saranno inoltre obbligate, entro 24 ore, ad avvisare un utente in caso di furto di informazioni.

A supervisionare il tutto sarà infine un garante europeo appositamente creato per la tutela della privacy. La normativa europea sulla privacy entrerà in vigore dopo 20 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Europea. Le aziende avranno 24 mesi per adeguarsi a tali provvedimenti, al termine dei quali, in caso di mancato adempimento allle regole, potranno incorrere in multe che potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale. Le aziende coinvolte saranno non solo quelle europee ma anche quelle extracomunitarie che offrono servizi nell’unione.

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