I dispositivi mobili sono entrati da protagonisti nella vita quotidiana, ci rimarranno e sono destinati ad avere un ruolo sempre più rilevante. È il

I dispositivi mobili sono entrati da protagonisti nella vita quotidiana, ci rimarranno e sono destinati ad avere un ruolo sempre più rilevante. È il messaggio che arriva dallo IAB Seminar svoltosi giovedì scorso a Milano e interamente dedicato al fenomeno “mobile” e alle sue implicazioni.

I numeri li ha forniti Audiweb, che sta sviluppando un nuovo sistema di rilevazione specifico e che ha quantificato in 32,7 milioni – cioè il 68% della popolazione fra gli 11 e i 74 anni – il numero degli italiani che ha accesso al web dallo smartphone. L’incremento è del 45% in due anni, un tasso elevatissimo secondo tutti gli standard. Ogni giorno si collegano a internet tramite dispositivo mobile 18,2 milioni di persone (+26,4%) a fronte dei “soli” 11,5 milioni (-12,7%) che vi si collegano da computer.

Il presidente di Audiweb Marco Muraglia, che ha presentato i dati, ha inoltre segnalato che attualmente il 73% del tempo totale che gli italiani dedicano alla navigazione online è generato da smartphone e tablet, con un aumento del 48% negli ultimi due anni. Gran parte di questo tempo (l’84,5%) è speso sulle app e il resto nella navigazione da browser vera e propria. Social network, servizi di messaggistica istantanea, motori di ricerca e giochi online sono usati principalmente da mobile, mentre per leggere le news e gestire le email si usa ancora prevalentemente il computer.

Due le implicazioni dirette della crescita del mobile, illustrate da Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano: la prima è che gli investimenti in pubblicità su dispositivi mobili sono cresciuti in Italia del 53% in un anno, arrivando a valere nel 2015 462 milioni di euro; la seconda che gli acquisti online effettuati tramite dispositivi mobili sono aumentati in un anno del 3% e oggi costituiscono l’11% dell’ecommerce italiano.

E perché si tratti di una rivoluzione lo spiegato il nutrito panel di speaker intervenuti allo IAB Seminar: David Orban di SingularityU ha raccontato di essersi impiantato un chip nella mano che gli permette – tra le altre cose – di effettuare pagamenti cashless; la sociologa Monica Fabris ha spiegato come il mobile abbia cambiato le abitudini dei consumatori e influito sul mercato di massa; Marco Durante di DoveConviene ha sottolineato come con il mobile influenzi le intenzioni di acquisto e cambi il modo di acquistare in negozio.

Poi i media: il direttore di Repubblica Mario Calabresi e il condirettore della Stampa Massimo Russo hanno raccontato come il mondo editoriale si sta trasformando nell’era del mobile per essere pronto a raccoglierne le sfide, mentre Emanuele Callioni di RTI Interactive Media-Mediaset ha affrontato il tema della tv crossmediale e di come la fruizione dei programmi si sia spostata ormai dal televisore a tutti i dispositivi.

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