I link esterni sono il fattore più importante per l’ordinamento dei risultati di un sito su Google. Per questa ragione il motore di ricerca è molto

I link esterni sono il fattore più importante per l’ordinamento dei risultati di un sito su Google. Per questa ragione il motore di ricerca è molto attento all’analisi della cosiddetta link popularity, ossia la popolarità di un sito ottenuta attraverso collegamenti esterni o link

Come si costruiscono back link di successo:

Tematicità storica del sito: un link da un sito in tema è certamente più qualitativo di un backlink proveniente da un sito che parla di altri argomenti. Il link tematico perfetto è quello ricevuto da un competitor diretto: improbabile, certo, ma la tematicità sarebbe massima;  per determinarla possiamo usare il vecchio termometro del PageRank (non determina l’ordinamento, ma serve a misurare quantitativamente e qualitativamente la link popularity) e il posizionamento in SERP del sito stesso (se Google lo posiziona in prima pagina per svariate parole chiave significa che è un sito valutato di qualità da Google);
tematicità della pagina in cui è presente il link: l’indice di qualità del link è elevato quando il contenuto della pagina linkata è in tema;
posizionamento all’interno della pagina, male se nel footer: se il link si trova all’interno del contenuto principale la qualità è elevata, se è collocato nella sidebar o nel footer la qualità è inferiore;
numero di link esterni della pagina: meno link esterni ci sono meglio è;
cliccabilità del link: se l’url del sito non è cliccabile, siamo in presenza di una citazione che viene comunque considerata, ma molto meno rispetto a un cosiddetto “backlink href”;
anchor text (collegamento ipertestuale composto da parole cliccabili) del link: se la parte cliccabile del link è una parola chiave composta da massimo due termini, il link ha molto valore, se si tratta del brand molto meno. Se siamo in presenza di un testo generico (come “clicca qui”), la qualità del link è ancora minore;
url di destinazione del link: un link in homepage ha un valore minore rispetto a un link a una pagina specifica, proprio perché se il backlink è diretto a un contenuto interno del sito significa che quel contenuto è qualitativamente superiore alla più comune homepage;
attributi del link: se presente il rel=“nofollow” (che indica al motore di ricerca di non seguire quel link) il valore del link stesso è inferiore rispetto al “dofollow” (che si ottiene normalmente con la non presenza del “nofollow”).
 

Sconsigliati link nel footer dei siti
«Sono link qualitativamente inferiori rispetto a quelli inseriti nel corpo del contenuto e della pagina. Questa tipologia di link presenta un grande svantaggio: si ripetono all’infinito e, quindi, si può ricevere anche un milione di link da uno stesso dominio. Chiaramente Google conteggia questo milione di link come uno o poco più, in quanto prende in considerazione “univocamente” il dominio di origine del link.

 
Avere uno schema rigido di acquisizione dei backlink è sintomo di “alterazione artificiale” e di non naturalezza. Per evitare tutto ciò, occorre lavorare su tre leve:

variare la tipologia di backlink ricevuti: è improbabile che un sito riceva esclusivamente link da guest post oppure da siti di article marketing o, ancora, esclusivamente da siti con IP situati in Corea del Nord. Il consiglio è quello di avere più canali di acquisizione di link e stimolarli in modo simultaneo, così che l’acquisizione giunga da più tipologie nello stesso momento; Michele De Capitani, web scientist e presidente di Prima Posizione
tempistiche di acquisizione: avere picchi sistematici di link in ingresso al proprio sito può essere sintomo di artificiosità. Il suggerimento è quello di spalmare la ricezione nel tempo;
variare l’anchor text e le pagine di destinazione: l’àncora è molto potente per il posizionamento (i più navigati si ricorderanno il Google Boombing) e, quindi, l’algoritmo ne è molto sensibile. Il mio consiglio è quello di variare sempre le anchor text, utilizzando la celebre proporzione 80-20. Essa consiste nell’80% in àncore di brand (nome dominio, marchio, ragione sociale con url di destinazione alla homepage) e nel 20% in parole chiave o frasi di ricerca non superiori ai due termini (con url di destinazione a pagine interne e specifiche).
 

È molto rischioso. Ottenere migliaia di link in poco tempo da siti di qualità è molto difficile. Quindi, a meno che non ci sia un elevatissimo livello qualitativo dei link entranti, sconsiglierei un’attività di questo genere perché prima o poi la penalizzazione arriva (possiamo averne un beneficio per qualche settimana, ma al primo ricalcolo il sito viene escluso o limitato in classifica)».

 Creare contenuti di qualità dovrebbe essere uno standard acquisito. Basarsi esclusivamente sull’acquisizione “artificiale e promozionale” dei link, non è la strada migliore da seguire. La direzione professata da tempo dai Googlers è nota: “Create contenuti di elevata qualità e utilità, affinché siano ripresi e linkati da altri siti nel web”.

 
Oggi come oggi sono principalmente due. Li cito in ordine di importanza. Il primo sono le relazioni pubbliche: per ottenere link di qualità sono fondamentali, perché anche con il migliore contenuto del mondo, se non si entra in comunicazione con le persone, difficilmente si otterranno buoni risultati. Il secondo fattore riguarda l’aspetto tecnico: tutto ciò che abbiamo approfondito nella prima domanda sono tecnicismi da sapere per sfruttare al meglio le pubbliche relazioni.

 
Il link con anchor text è quello “classico” cioè testuale, dove il collegamento ipertestuale è composto da parole cliccabili. Un’altra tipologia di link è, appunto, quella ottenuta tramite un’immagine dove vengono inserite parole chiave come testo alternativo (attributo ALT ottimizzato dell’immagine). Ai fini della valutazione SEO sono trattati più o meno allo stesso modo. Sull’attributo ALT si può lavorare maggiormente con frasi di ricerca e parole chiave più corpose, anche se d’altro canto bisogna fare ancor più attenzione per non incappare in eccessiva ripetitività dell’anchor text, in quanto l’attributo ALT viene considerato proprio come l’àncora del link testuale.

 

Tanto più un link è facile da ottenere, tanto più questo sarà considerato spam da Google. Chiaramente, il motore di ricerca valuta anche tutti gli aspetti tecnici che abbiamo illustrato e che possiamo riassumere in questa equazione: il link sudato sta al link buono come il link facile sta al link “near-to-spam”.

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